«Regalo la Mivar se assumete italiani»

Imprenditori con il cuore grande e un grande amore per la propria terra. Esistono. Uno di loro ha 90 anni e si chiama Carlo Vichi, il patron della Mivar, la fabbrica di tv messa in ginocchio dalla concorrenza dell'hi tech asiatico. Ma Vichi non si arrende e offre la sua fabbrica, gratis, a chi vorrà assumere italiani per riaccendere i suoi televisori ormai spenti. «Ho un sogno. Poter dire ricominciamo a quanti ho detto: è “finita”» racconta Vichi ai Dieci comandamenti su Rai3. Non solo un sogno: «Un'idea c'è. Se una società di provata serietà accetta di fare televisori in Italia, io gli offro la mia nuova fabbrica, pronta e mai usata, gratis. Non voglio un centesimo. Ma chiedo che assuma mille e duecento italiani, abbiatensi, milanesi. Questo chiedo. Veder sorridere di nuovo la mia gente». La fabbrica si trova ad Abbiategrasso, poco lontana dalla vecchia Mivar, nata nel 1945 e progettata da Vichi. Due piani e 120.000 metri quadrati. Mensa, parcheggi, infermeria. La fabbrica però adesso ha chiuso, perché la concorrenza dall'Asia di fatto ha massacrato la produzione italiana, così come quella dell'intera Europa. E alla fine è crollata anche la resistenza della Mivar. Adesso si spera che qualcuno raccolga l'offerta.

Commenti

jakc67

Dom, 09/03/2014 - 10:26

seeee, magari... raccogliere una discriminazione razziale cosi? siete matti??? purtroppo meglio lasciare andare tutto in malora, purtroppo... ma anch io preferirei vedere l opera di questo grande imprenditore italiano andare in malora, piuttosto che vedere come i sinistrarraffoni si accaparrerebbero il capitale in questione salvo poi, complici procure, sindacati e sinistrumi vari, farne una fornace di belle parole dette a bocca spalancata e sopratutto sfruttarlo a favore dei suoi sinistri elettori-tipo... ci risparmi e se la risparmi un ennesima umiliazione, signor vichi: bruci tutto!