Regionali, Milano e rimpasto: nel centrodestra cambia tutto

Il voto e le candidature alle comunali terremotano gli equilibri nella maggioranza La delega alla Sanità torna in ballo. In città spuntano i nomi di Gelmini e Romani

Le elezioni regionali del 31 maggio che ridisegneranno i rapporti di forza nel centrodestra e gli equilibri dentro Forza Italia, la riforma della sanità che avrà come primo effetto la scomparsa in Regione dell'assessorato alla Salute accorpato al Welfare e la scelta del candidato sindaco per Milano sono appuntamenti che difficilmente lasceranno immutata la squadra di giunta. E così già si discute della collocazione da assegnare a Mario Mantovani che rimarrà comunque vice governatore (e forse anche alla Salute), visto il cospicuo pacchetto di voti che è in grado di mettere sul tavolo ogni volta che si va ad elezioni. Ma è la Lega a spingere per la maroniana Maria Cristina Cantù il cui profilo tecnico nessuno mette in dubbio, ma in arrivo potrebbe esserci anche l'alfaniano Mario Melazzini che libererebbe l'assessorato alla Attività produttive che Fi considera nel suo dna. In crescita le quotazioni dell'oggi coordinatore cittadino degli azzurri e sottosegretario in Regione Giulio Gallera , impegnato però con il comitato civico «Milano merita» nel lancio della sua candidatura a sindaco. Dovesse salire nella gerarchia regionale, i suoi (molti) voti in città potrebbero essere spostati su un altro candidato. Forse una berlusconiana di ferro come la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini che proprio da Milano potrebbe rilanciare il nuovo progetto, magari quel Partito repubblicano che il Cav sembra avere a cuore. Ancora troppo giovane Silvia Sardone e di Pavia l'ex formattatore Alessandro Cattaneo , a spuntare adesso è un uomo d'esperienza come l'ex ministro Paolo Romani . Da non trascurare anche l'ipotesi del presidente Assimpredil Claudio De Albertis che può con orgoglio esibire come medaglia la riconferma a presidente della Triennale voluta dal sindaco Giuliano Pisapia e non del tutto tramontata anche quella del commissario Expo Giuseppe Sala . Uno che piace sia a destra sia a sinistra.

Ma tutto potrebbe essere rimesso in gioco dalla discesa in campo di altri due top player . A cominciare da Corrado Passera , uno che prima di provare a dar l'assalto a Palazzo Chigi con Italia unica ha capito di dover passare da un'esperienza di peso. E cinque anni di sindaco a Milano sarebbero il cursus honorum perfetto, anche se i suoi trascorsi da banchiere in questi tempi di crisi e soprattutto la riforma delle pensioni con il governo Monti di cui era ministro, lo renderebbero difficilmente digeribile da una Lega che della difesa di esodati e pensionati ha fatto una bandiera. Ed è infatti proprio nel Carroccio che in questi giorni si è presa una decisione destinata a diventare determinante, visto che Matteo Salvini ha riunito i fedelissimi per comunicare che sarà lui a correre. Troppo lontana e incerta una sua candidatura a premier ed è dunque Milano 2016 la bandierina che la Lega vuol mettere sul picco dei consensi in crescita.

A tessere la tela tornerà presto Manfredi Palmeri che la scorsa volta si mise in gioco da candidato. E per completare il valzer in Regione, a liberarsi potrebbe essere un posto da sottosegretario per Fabio Altitonante o Luca Marsico .