Regione accusa: «Trenord inadeguata»

Dopo un giorno da incubo l'assessore ammette: «Punto di non ritorno»

«Trenord inadeguata». La Regione interviene duramente contro l'azienda dei Trasporti regionali partecipata al cinquanta per cento con Trenitalia. «Il punto di non ritorno è stato oltrepassato» ha scritto ieri l'assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi a Trenord dopo le soppressioni in serie che si sono verificate ieri, una giornata da incubo sopratutto sulle tratte lecchesi. Dieci treni sono stati cancellati sulla linea ferroviaria Bergamo-Treviglio, 17 sulla Lecco-Molteno-Como e dieci sulla Lecco-Molteno-Milano.

«Siamo al cospetto di una catena di disservizi quotidiani che investe, a vari livelli, tutte le linee lombarde. Quanto successo oggi (ieri, ndr) - accusa l'assessore -, con decine e decine di corse cancellate in una sola giornata sulle medesime tratte, è l'ultimo caso eclatante di una lunga serie e riflette la sostanziale inadeguatezza di Trenord, incapace di assicurare un servizio che possa definirsi tale». Terzi ha immediatamente chiesto spiegazioni alla società. «Per quanto riguarda la Bergamo-Treviglio - dice - mi è stato riferito che tutto è derivato dal guasto a un singolo treno nella serata precedente. Mi chiedo come sia possibile che questo abbia comportato l'azzeramento, di fatto, delle corse per tutta la giornata successiva, con le aggravanti di un preavviso poco tempestivo e di problemi nella predisposizione delle navette sostitutive. Mi riservo di fare tutte le verifiche del caso, ma è chiaro che molti problemi ai treni sono connessi alla vetustà del parco mezzi». Ricorda che la Regione è «intervenuta finanziando l'acquisto di nuovi convogli che, dati i tempi tecnici non certo brevi, potranno entrare in servizio a partire dal 2020». Per la Lecco-Molteno-Como e la Lecco-Molteno-Milano, continua la Terzi, le soppressioni secondo quanto riferito dall'azienda «paiono legate alla carenza di personale: nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi, ma evidentemente la società sta scontando una programmazione deficitaria da questo punto di vista, con i piani occupazionali aziendali che non hanno tenuto conto della curva dei pensionamenti del personale più anziano». Nei confronti di Trenord, «società che non controlliamo direttamente ed è compartecipata alla pari da Trenitalia - conclude -, eroghiamo pesanti sanzioni che però di certo non compensano i disagi che i cittadini sono costretti a subire».