La Regione come azionista potrà chiedere risarcimenti

Il cambio della guardia «già previsto». Così il governatore Roberto Maroni ha commentato ieri a margine dell'assemblea di Confartigianato le dimissioni dell'ormai ex presidente di Ferrovie Nord Milano, quel Norberto Achille indagato per truffa e peculato. A suo carico l'ipotesi di 600mila euro di spese per sé e famiglia messe a carico della società controllata al 57,57 per cento dalla Regione. «Eserciteremo i nostri poteri - ha detto Maroni - e potremmo chiedere, se ci saranno le condizioni, l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che hanno governato male». Annunciando che «dopo diciassette anni voglio gente nuova, motivata e che abbia stimoli». Per quanto riguarda Ferrovie Nord «è una società quotata in Borsa e per legge deve fare una serie di controlli interni che evidentemente non hanno funzionato a dovere». Secondo Maroni, «non è compito dell'azionista, della Regione, fare questo tipo di controlli, noi valutiamo le performance e i risultati ed essendo una società quotata in Borsa dobbiamo rispettare le regole, la Regione non si può intromettere». Per lunedì già convocata l'assemblea che dovrebbe portare alla presidenza di Fnm l'attuale segretario generale della Regione Andrea Gibelli che lascerà la sua poltrona a un fedelissimo maroniano come l'ex presidente di Alitalia e Sea Giuseppe Bonomi.

E, per quanto riguarda il figlio di Achille finito nelle intercettazioni, è l'assessore del Comune Cristina Tajani a ritenere che «sia una questione di opportunità politica» e di sperare che «le persone coinvolte dimostrino la loro non colpevolezza, ma se ci sono profili di dubbio e un utilizzo improprio di risorse anche pubbliche, i coinvolti devono fare un passo indietro». Chiedendo, dunque, al commercialista Marco Achille le dimissioni dal collegio dei revisori legali in Fondazione Milano, la partecipata del Comune che si occupa delle Scuole civiche. «Devo pagare solo di multe 150mila euro per te», si sfoga Achille al telefono nelle intercettazioni, lamentandosi con il figlio per le contravvenzioni rimediate alla guida dell'auto blu di Ferrovie nord che gli aveva messo a disposizione.