La Regione chiede il blocco degli ingressi

Un milione e 129mila immigrati regolari in Lombardia, un quarto del totale nazionale. Ci sono poi 100mila irregolari. Oltre un milione e duecentomila stranieri su 9 milioni e 800mila abitanti. Come dire, un immigrato ogni otto abitanti. Con un incremento molto forte dal 2001 al 2012: in un decennio sono arrivate 817mila nuove persone. Ma imponente, e preoccupante, è soprattutto il tasso di disoccupazione: 14,4% tra gli stranieri.
I dati sono stati forniti alla commissione Affari istituzionali della Regione dal professor Gian Carlo Blangiardo, demografo e curatore dell'ultimo rapporto sull'immigrazione in Lombardia della fondazione Ismu. Nel corso della seduta sono stati ascoltati l'assessore alla Sicurezza, Simona Bordonali, e il direttore della Caritas ambrosiana, don Roberto Davanzo.
Bordonali ha sottolineato l'intenzione di chiedere al governo un blocco dei flussi, inclusi i richiedenti asilo, per concentrarsi sui tanti disoccupati, anche stranieri. «Gli immigrati che arrivano con i nuovi sbarchi sono profughi ma non chiedono il diritto d'asilo perché vogliono andare in altri Paesi europei - ha spiegato Bordonali -. Non obblighiamo a stare sul nostro territorio persone che vogliono andare via». In media servono 18 mesi per ottenere il diritto d'asilo. E per chi chiede asilo ma non l'ha ancora ottenuto, non vale la libera circolazione nell'Ue: se identificato in un altro Paese, viene rimandato in Italia, come è già accaduto.
L'intervento di Davanzo ha proposto un ruolo più ampio per la Caritas. «Chiediamo alle istituzioni di avvalersi delle nostre informazioni e della nostra esperienza. Non vogliamo luoghi per battere cassa, ma per scambiare opinioni con chi concretamente opera. Trattateci come gente che pensa e che può aiutarvi nella progettazione» l'appello del direttore della Caritas.
Nei prossimi 25 anni, secondo i dati forniti in commissione, gli stranieri diventeranno 2 milioni e mezzo. È previsto un aumento di arrivi da Senegal, Nigeria, India, Pakistan, Bangladesh.