La Regione contro Stamina «Ora il governo cambi legge»

Il caos di Stamina non si placa. I pazienti in lista d'attesa agli Spedali di Brescia sono 142. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, chiede al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in visita a Brescia, di «intervenire per modificare la legge», ovvero il decreto Balduzzi dell'aprile 2013 che ha consentito ai pazienti già in cura con Stamina di continuare le cure «a scopo compassionevole». Il ministro risponde che eventuali modifiche riguardano «il Parlamento, nel senso che la legge è stata votata dal Parlamento». Il ministero, aggiunge Lorenzin, «sta attivando un secondo Comitato per la sperimentazione, noi stiamo vigilando su questo».
Ma anche su questo fronte le polemiche sono violente. Sulle pagine della rivista Nature arriva un nuovo appello degli scienziati perché il ministro riconsideri la composizione del Comitato scientifico chiamato a valutare il metodo Stamina. Silvio Garattini (direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano), Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri di Bergamo), Gianluca Vago (rettore dell'università di Milano) e Alberto Zangrillo (presidente della seconda sessione del Consiglio Superiore di Sanità) criticano la scelta del ricercatore Mauro Ferrari, indicato come presidente del Comitato scientifico.
Le inchieste che riguardano Davide Vannoni, l'inventore di Stamina, le conferme sulla mancanza di scientificità del metodo, non riescono a placare l'interesse di coloro che spesso sono in preda alla disperazione. Come molti ricorderanno, Vannoni prima operava a Torino, poi si è trasferito a Trieste, sempre inseguito dalle inchieste giudiziarie, e nel 2011 è approdato a Brescia. La terapia è stata attivata con 12 persone fino alla sospensione del maggio 2012 decisa dopo l'ispezione a Brescia dell'Aifa (l'Agenzia nazionale del farmaco) con i Nas, che avevano bloccato il ricorso al metodo Stamina per l'inadeguatezza dei laboratori.
Maroni spiega di aver voluto intervenire con una verifica anche per tutelare la Lombardia, che è «un'eccellenza nell'ambito della ricerca scientifica». E ricorda come gli scienziati lombardi siano al top nell'ambito della ricerca biomedica: dei sei italiani ritenuti i migliori a livello mondiale, cinque sono lombardi, come risulta da una classifica dell'European Journal of Clinical Investigation.
A illustrare nei dettagli i risultati dell'indagine conoscitiva sulle infusioni agli Spedali Civili di Brescia, è stato l'assessore alla Sanità, Mario Mantovani, che ha ricostruito la vicenda. Nel giugno 2011 l'Azienda Ospedaliera di Brescia ha approvato un accordo di collaborazione direttamente con «Stamina Foundation Onlus». Poi gli Spedali, dopo un contatto con l'Aifa in cui avrebbero ottenuto «un sostanziale nulla osta» (in base al Decreto Ministeriale 5 dicembre 2006, il cosiddetto decreto Turco-Fazio) e il via libera del Comitato etico, hanno espresso un parere favorevole. Aggiunge Mantovani: «La procedura di richiesta di trattamento compassionevole è stata attivata per 12 pazienti su prescrizione redatta coerentemente con quanto previsto dal decreto citato. Occorre sottolineare che in ogni caso le Regioni non dispongono di alcuna competenza, né legislativa né amministrativa, nella materia delle cure compassionevoli».