Regione: «Errore allontanare i bimbi senza vaccinazioni»

Diciannove bimbi respinti, intervengono i militari Gallera: «Incidenti che avremmo voluto evitare»

Sabrina Cottone

In due casi, su richiesta dei genitori, sono intervenuti i carabinieri: in una materna in via Goldoni e in un altro istituto a Sesto San Giovanni. Diciannove bambini sono stati rimandati a casa a Milano, secondo i dati resi noti dal Comune nel giorno del primo redde rationem sui vaccini obbligatori per entrare in asili nido e scuole d'infanzia. Una trentina le famiglie che non hanno ancora presentato i certificati e che non si sono presentate a scuola.

Se ci si basasse sulle sole statistiche, si potrebbe dire che 49 su circa 33mila bambini iscritti nei servizi dell'infanzia del Comune sono pochi. Ma ognuno di loro è una persona e per di più un bimbo. Così i tentativi di portarli a scuola messi in atto in questi mesi continueranno. «Cercheremo di capire se c'è volontà di regolarizzarsi e anche con gli altri il dialogo rimane aperto e nei giorni prossimi fisseremo un incontro» dice il vicesindaco, Anna Scavuzzo. E anche la Regione, che si muove in un campo più vasto, ha assicurato 40 giorni di impegno fittissimo per recuperare i no vax (che a livello regionale sono più numerosi) ma anche coloro che hanno semplicemente dubbi da chiarire e paure di cui parlare con gli esperti. È stato firmato ieri l decreto che formalizza il «Percorso di recupero dell'inadempimento»: un provvedimento che consentirà ai medici di tentare di convincere «i genitori più reticenti, come quelli di Milano e Sesto», «a ricredersi e acconsentire alla vaccinazione» (si legge nella nota della Regione). Altrimenti, partiranno segnalazione e sanzioni.

Ma sul tema è in atto uno scontro politico. Dice l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera: «Quello che è accaduto ieri mattina a Milano e Sesto San Giovanni, con l'intervento delle forze dell'ordine chiamate per impedire l'ingresso a scuola di due bambini, è proprio ciò che avremmo voluto evitare». Il sindaco, Giuseppe Sala, si dice soddisfatto: «Tenuto conto soprattutto della velocità con cui si è dovuta fare questa operazione di comunicazione, è andata meglio di quanto potessimo immaginare». E sui genitori che hanno chiamato i carabinieri: «Bisogna essere un po' flessibili però d'altro canto con continue eccezioni non si ottiene il risultato. C'è stata una amplissima discussione sul tema dei vaccini e le leggi vanno rispettate». A Milano, in agosto, il Comune ha scritto lettere ai genitori e messo a disposizione un vademecum in diverse lingue, inclusi il cinese e l'arabo. È poi partita la campagna informativa del ministero sui media.

Interviene la coordinatrice regionale azzurra, Mariastella Gelmini: «Gli episodi di respingimento sono la cartina di tornasole dell'incapacità del Governo di gestire una vicenda complessa che riguarda ogni famiglia italiana». Protestano, da posizioni molto più estreme, anche i 5Stelle: «Sono più i morti per smog che per queste millantate epidemie», dice l'ex candidato sindaco, Gianluca Corrado.