Regione, la Lega si spacca sul patrocinio al Gay pride

L'anno scorso era stato il voto decisivo del vice presidente leghista Fabrizio Cecchetti a far pendere l'ufficio di presidenza del consiglio regionale verso la concessione del patrocinio al Gay pride. Una scelta contestata dal centrodestra, ma anche dentro la Lega. Ieri la stessa richiesta era all'ordine del giorno per l'edizione 2015 e c'era attesa per capire se il voto di Cecchetti sarebbe stato ancora decisivo, aggiungendosi a quelli della Pd Sara Valmaggi e del grillino Eugenio Casalino per battere i «no» del presidente Ncd Raffaele Cattaneo e di Daniela Maroni (Lista Maroni). Da decidere la «possibiltà di fregiarsi del logo» nell'evento organizzato per «promuovere la parità dei diritti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali)». Alla fine richiesta di rinvio presentata proprio da Cecchetti, segno che nella Lega quest'anno c'è forse una minor disponibilità ad accettare il suo «sì» alla giornata dell'orgoglio omosessuale. «Spero che il rinvio serva almeno a far maturare una proposta positiva com'è stato lo scorso anno» si augura Valmaggi. Molto critica, invece, sulla concessione del patrocinio al tradizionale evento «Diamo un calcio alla pedofilia» delle onlus «La caramella buona» e «Branca Comunitaria» fissato per l'8 giugno. Perché «il contrasto alla pedofilia - dice - è un tema importantissimo, ma dare il patrocinio all'iniziativa organizzata da un'emanazione di un gruppo di estrema destra come Lealtà e azione è un errore». Come se almeno sulla lotta alla pedofilia non si potesse essere tutti d'accordo. Sinistra e destra. Seppur, come dice Valmaggi, «estrema».