Regione: negozi chiusi la domenica

Negozi aperti a ogni ora e tutte le domeniche? Il Pirellone risponde no, grazie. Il dubbio che la deregulation totale non sia la via maestra per uscire dalla crisi serpeggia da tempo tra i commercianti che continuano a soffrire per le saracinesche chiuse. Le prime critiche sono arrivate da Confesercenti, sindacati e Conferenza episcopale italiana. Poi è arrivato qualche distinguo dal ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. La campagna «Libera la domenica», che ha già raccolto 150mila firme di cittadini, è diventata una proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento contro le aperture selvagge.
Adesso è il consiglio regionale a prendere posizione contro la legge «salva Italia» del governo Monti del dicembre 2011 che prevede la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura degli esercizi commerciali. È stata approvata al Pirellone a larghissima maggioranza (solo un contrario e un astenuto) una mozione che impegna il presidente della Regione, Roberto Maroni, e la giunta a intervenire presso il Parlamento e il governo per rivedere la normativa voluta da Monti. «Questa scelta ha solo rafforzato la grande distribuzione ai danni dei piccoli negozi di vicinato che non possono competere su orari e giorni d'apertura» è l'accusa principale. E proprio ieri anche il ministro Zanonato ha invitato a tenere presente che «i negozi di vicinato svolgono una funzione di valore sociale e non fanno solo commercio».
A distanza di più di un anno dall'approvazione della legge, osservano i consiglieri, «non si riscontrano né diminuzione dei prezzi né aumento dei posti di lavoro e del Pil». Secondo i dati di maggio di Movimprese, i consumi del 2012 sono calati del 4,6 per cento e la previsione per il 2013 è un ulteriore meno 3 per cento. Non va meglio per quel che riguarda il Pil: meno 2,9 nel 2012 e meno 2,4 la previsione per il 2013.
Aperture domenicali e liberalizzazioni selvagge hanno trovato opposizione tra tutte le forze politiche. Unico contrario Giulio Gallera del Pdl, è intervenuto invitando l'aula a «guardare alla modernità, seguire gli esempi positivi e virtuosi, garantire anche la libertà di fare sacrifici, tutelando però il lavoro della domenica». Jacopo Scandella del Pd, invece, si è astenuto.
In aula si è detto favorevole a una revisione della legge che consente la liberalizzazione degli orari anche l'assessore regionale al Commercio, Alberto Cavalli: «Condivido le finalità della mozione e in particolare la tutela dei negozi di vicinato. Potremmo proporre al governo e al Parlamento una nuova regolazione degli orari di apertura, determinata a livello territoriale e regionale». La Regione Lombardia aveva già una normativa molto liberale in materia, che consentiva fino a trentuno domeniche di apertura l'anno.