Regione, oggi staffetta fra Maroni e Fontana. E la giunta è già pronta

Proclamazione e ora passaggio di consegne. Intanto la squadra degli assessori è a punto

Attilio Fontana presidente della Regione Lombardia. Con i tempi canonici della liturgia elettorale e giuridica, il responso delle urne lombarde viene formalizzato finalmente anche nelle istituzioni. Ieri la Corte d'Appello ha proclamato eletto alla carica di presidente l'avvocato varesino, candidato del centrodestra e vincitore alle elezioni del 4 marzo con venti punti di distacco sul secondo, Giorgio Gori. Oggi il nuovo presidente si insedierà al Pirellone con una cerimonia che segna il passaggio di consegne col governatore uscente, Roberto Maroni.

Da oggi il neo governatore avrà dieci giorni per formare la nuova giunta. Dovrebbe usarne molti meno, e chiudere la partita prima dei giorni che precedono la Pasqua. Fra oggi e domani il nuovo governo dovrebbe essere ufficializzato ma i nomi della squadra sono pressoché certi, con un margine minimo che resta da definire. La formazione, intanto, dovrebbe essere a sedici. Il numero degli assessori ormai pare acquisito, come pure la ripartizione degli incarichi fra i partiti.

L'allargamento - due posti in più rispetto alla giunta Maroni - dovrebbe consentire di accontentare sia «Noi con l'Italia» sia Fratelli d'Italia. Il quarto petalo del centrodestra, Nci, dovrebbe essere ottenere l'assessorato a Trasporti e Infrastrutture, o in alternativa l'Ambiente. Nel primo caso l'assessore sarà sicuramente Raffaele Cattaneo, che del sistema di trasporti lombardo è stato praticamente artefice. Nel secondo caso, la discussione sul nome potrebbe in teoria anche riaprirsi. Passando dal centro a destra, i Fratelli d'Italia dovrebbe ottenere due assessorati, anche se di diverso peso rispetto all'unico vantato nella legislatura appena terminato. Lasciata l'Urbanistica, dovrebbero arrivare la Sicurezza, per Riccardo De Corato, e un altro assessorato - forse il Turismo - per la ex campionessa di sci Lara Magoni, destinata a lasciare il Parlamento in cui è appena stata eletta.

Il resto della giunta dovrebbe essere appannaggio di Forza Italia e Lega. Gli azzurri otterrebbero cinque assessori. Giulio Gallera confermato alla sanità, come pure il brianzolo Fabrizio Sala alla vicepresidenza. Assessore sarà pure il bresciano Alessandro Mattinzoli. Due donne in giunta per Forza Italia. La più votata in Lombardia Silvia Sardone, che vanta un background da giuslavorista, dovrebbe ereditare, almeno in parte, le deleghe della uscente Valentina Aprea. Elena Centemero pare certa come assessore esterna.

In casa Lega tutti i fronti confermano l'assessorato al Bilancio per Davide Caparini. Le altre pedine di giunta dovrebbero essere Stefano Bolognini (Casa), Massimo Sertori (Montagna), Fabrio Rolfi (Casa e sociale), Pietro Foroni, con Stefano Bruno Galli a occuparsi di Autonomia, Elena Poma e Silvia Piani. Possibile anche un terzo assessore donna e in teoria i nomi sono quelli di Francesca Brianza e Cristina Cappellini. Quattro i sottosegretari. «Papabili» gli assessori uscenti Antonio Rossi e Cappellini, i forzisti Fabio Altitonante e Francesco Ferri, il leghista Giacomo Stucchi o anche il coordinatore regionale di «Energie per l'Italia» Alberto Cavalli.

Presidente del Consiglio sarà Alessandro Fermi. Due i vice, potrebbero essere un leghista (o Manfredi Palmeri di «Energie») e un «grillino», col Pd che rischierebbe di restare fuori dalla presidenza.