La Regione «punita» per le norme anti slot

Dopo il maxi sconto fiscale alle slot machine, adesso arriva anche lo schiaffone a Regioni e Comuni che hanno varato norme contro il gioco d'azzardo. La mano è quella degli «alfaniani» del Nuovo centrodestra che con i voti del Partito democratico e dei «montiani» di Scelta civica hanno approvato un emendamento al decreto «Salva Roma» che prevede tagli ai trasferimenti per chi abbia adottato misure per limitare il gioco d'azzardo. Un punizione per governatori e sindaci che arginando il flagello della ludopatia si sono permessi di toccare le cospicue entrate erariali che lo Stato ricava dalle disgrazie altrui. «Purtroppo - attacca l'assessore Viviana Beccalossi - sono stata cattiva profeta quando affermavo che uno Stato civile non poteva lucrare sulle disgrazie e le debolezze. Oggi la previsione si conferma realtà: i Comuni e le Regioni che cercano di arginare la piaga del gioco d'azzardo patologico sono diventati ufficialmente nemici della maggioranza che sostiene il governo». Di «governo schiavo delle lobby» parla l'ex ministro Giorgia Meloni, mentre grande imbarazzo c'è nelle fila del Pd. «E Pensare - attacca il consigliere regionale di Forza Italia Giulio Gallera - che Alfano, Renzi e Letta solo qualche anno fa erano tre giovani democristiani: chissà se anche all'oratorio giocavano d'azzardo. Cosa diranno le loro catechiste oggi a vederli difendere le sale gioco dove in troppi si rovinano la vita? Il 50 per cento dei disoccupati soffre di ludopatia, 32 milioni di italiani sono a rischio dipendenza da gioco: è un'epidemia».