La Regione taglia i vitalizi (e sposta anche la pensione)

Ridotte le indennità degli ex consiglieri del Pirellone E per incassare bisognerà aspettare di avere 66 anni

I tagli ai vitalizi degli ex consiglieri regionali è messo nero su bianco nel progetto di legge uscito dal tavolo a cui hanno partecipato tutti i partiti per dare un'ulteriore sforbiciata ai costi della politica. Ulteriore perché la Lombardia, a differenza di molte altre regioni, ha già abolito dal 2011 l'assegno a cui avevano sempre avuto diritto i «pensionati». Da sistemare c'erano però i diritti acquisiti dalle situazione pregresse e dopo sedute piuttosto burrascose l'accordo è stato di spostare da 60 a 66 anni l'età per incassare. Ma anche quello che alla fine è stato definito un «contributo di solidarietà» che decurterà gli assegni in proporzione alla loro entità. Misura provvisoria che andrà rinnovata tra quattro anni per evitare di offrire un appiglio ai ricorsi degli ex politici che in Regione vengono dati per scontati. «Perché - ha spiegato il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo - una sentenza della corte costituzionale ha stabilito che i tagli si possono fare, ma solo rispettando i criteri di temporaneità e ragionevolezza. Serve una norma blindata per non rischiare di spendere addirittura di più».

Di qui la decisione di rimodulare gli importi con un taglio medio del 10,21 per cento risultato di una forbice che va da un minimo del 5 per cento a un massimo del 16. Per fare qualche esempio i 1.300 euro lordi che diventano 1.000 netti saranno abbassati a 940. Più caro il conto per la cifra massima che raggiunge i 6.300 euro mensili lordi che al netto diventano 4.377 e saranno tagliati fino alla comunque ragguardevole cifra di 3.991. I 4mila euro lordi passano dai 2.900 netti a 2.580.

Soddisfatto il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo che parla di una manovra «equa e sostenibile». Che avrà un occhio di riguardo per gli assegni di reversibilità incassati da vedovi e vedove che non dispongano di altri redditi. Ma è lo stesso Cattaneo a precisare che «per evitare che i risparmi vengano incamerati dalle casse dello Stato come disposto da una legge nazionale, le riduzioni verranno destinate a un fondo di solidarietà per affrontare necessità del nostro territorio». Nessun risparmio per le casse della Regione, dunque, il ricavato sarà dirottato su emergenze come i disoccupati o le piccole e medie imprese in difficoltà. Nella bozza che arriverà in consiglio a settembre per la discussione e il voto, anche la pubblicazione on-line di tutti i vitalizi. «Adesso basta - ha concluso Cattaneo ricordando che la Sicilia costa 160 milioni di euro, mentre la Lombardia 68, nonostante abbia il doppio di abitanti - I tagli che dovevamo fare li abbiamo fatti, ora il consiglio regionale sia giudicato per i fatti e le leggi che produce». Di una «vittoria del Movimento 5 stelle» parla il consigliere Stefano Buffagni. «Il taglio doveva prevedere misure più drastiche e definitive, ma ci sembra un buon inizio. Il periodo delle vacche grasse è finito». Per Riccardo De Corato (Fdi) «abbiamo messo la parola fine sui vitalizi e la questione è chiusa: siamo contrari ad altre ipotesi di intervento». Come la possibilità di ripristinarli sulla base della contribuzione dei consiglieri. Ora parola (e voto) all'aula.