Renzi, islam, Anpi: festa dell'Unità a pezzi

Il premier non annunciato, i partigiani senza stand. E Ismail: «Io a porte chiuse»

La Festa dell'Unità si tinge di giallo. Per almeno tre motivi. Il primo: il segretario nazionale, Matteo Renzi, non è nel programma ma secondo La Repubblica, è «possibile che faccia un saluto». Seconda stranezza: per la prima volta non ci sarà uno stand dell'Anpi, associazione di partigiani vicina al Pd ma ora «in guerra» con Renzi per via del «no» al referendum costituzionale.

In attesa del programma ufficiale della festa (allo scalo di Porta Romana dal 26 agosto all'11 settembre) il terzo dubbio riguarda l'evento dedicato ai centri islamici. Non ci sarà Daniele Nahum, il responsabile cultura del Pd, che aveva proposto un'iniziativa del genere. La sua presenza alla festa sarà legata alla presentazione di un libro. Ci sarà invece Maryan Ismail, la dirigente uscita dal partito in seguito alle polemiche scaturite prima dal bando comunale sulle moschee e poi dalle candidature alle elezioni. Ma dell'evento cui parteciperà l'antropologa italo-somala non si sa molto. Potrebbe trattarsi addirittura di una sezione a porte chiuse. «Io sono sempre per il dialogo - spiega Ismail - dunque sarò educatamente fra i militanti e aspetterò il mio turno per portare la mia testimonianza, ma sarà una testimonianza e non un confronto. Farò parte di un puzzle chiamato islam. Non so bene cosa sarà e se ci saranno dirigenti Pd. Come pensa il Pd di confrontarsi con tutto l'islam? Perché così? Cosa c'è da nascondere?». Poco spazio, dunque, per una donna-simbolo dell'islam laico. «Si continua a proporre quello che si vede dal 2011 - dice Ismail - Il vicesindaco Scavuzzo, dopo una mia richiesta, si è trincerata dietro il fatto che nel percorso verso la moschea parla con le comunità religiose e non etniche, in contraddizione con la scelta del ministro Alfano che mi ha chiamata come esponente della comunità somala. Al sindaco chiedo se vuole continuare su questa vecchia linea. E se riproporrà un bando sulla falsariga di quello dell'altra volta». «Alla festa ci sarò - ripete - da donna di sinistra ma oggi sono felice di collaborare anche con Parisi perché ha compreso che il tema è universale e trasversale. Ha capito ciò che il mio ex partito non ha compreso, che il tema è di tutti». Probabile dunque che anche Ismail partecipi alla convention di settembre di Parisi. Intanto non molla. «Io - conclude - vigilerò sui passaggio che faranno in Comune, nelle commissioni, in giunta. Senza contrasti, seriamente, con una lettura da musulmana. Il punto è l'islam politico nelle istituzioni».

AlGia