«Renzi non convoca il voto? Vinciamo pure il 15 agosto»

Salvini contesta l'ipotesi di ballottaggio a scuole chiuse: «È demenziale Ma il Pd ci teme, insulta solo il centrodestra mentre noi lanciamo idee»

Chiara CampoMeno tre giorni ad aprile e il governo non ha ancora fissato la data del voto per le Comunali. «É l'Italia di Renzi, del terzo presidente del Consiglio non eletto. Siamo ai livelli più bassi, peggio di Monti». Matteo Salvini indossa la felpa gialla con il none del candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi e fa volantinaggio alla tradizionale fiera di Sant'Angelo, nel giorno di Pasquetta. Sulla data delle urne prosegue il leader della Lega «a noi arrivano i si dice, si narra il 5 giugno e noi stiamo lavorando per il ballottaggio del 19, anche se farlo a scuole chiuse e demenziale». Un'ipotesi contestata a turno nei giorni scorsi anche da Parisi, dalla capolista di Forza Italia Mariastella Gelmini, dalla leader di Fdi Giorgia Meloni: tutto il centrodestra chiede che il governo convochi il voto entro maggio invece di puntare sull'astensionismo. Ma «possono farci votare anche a ferragosto - avverte Salvini -, tanto vinciamo noi. La partita sembrava chiusa un mese fa invece è apertissima e al ballottaggio, anche solo di un voto, li batteremo con le idee». Il centrosinistra «non parla di programmi, si sta scannando su tutto e teme i sondaggi. Di là vedo solo insulti al centrodestra, alla Lega, noi proponiamo idee».E «di là», per dirla alla Salvini, si stanno scontrando anche sul tema moschea. Nei giorni scorsi il consigliere di zona Pd Daniele Nahum ha sottolineato gli errori commessi dalla giunta sul bando per assegnare due aree pubbliche a comunità islamiche, ricordando che una delle sigle vincitrici compare nella black list del governo tedesco: «Il Comune doveva scegliere gli interlocutori giusti». Critiche che non sono piaciute all'assessore Pierfrancesco Majorino, regista del bando. Nel ribattere a Nahum lo ha definito «già iper-Balzaniano, oggi non so bene che cosa». E la frizione è andata oltre il caso moschea. Il coordinatore dei comitati civici Paolo Limonta, che ha sostenuto alle primarie Francesca Balzani e si candidarà nella «lista arancione» con esponenti di Sel e Verdi ricorda «a Majorino che forse sta un pò sopravvalutando il suo ruolo in questo cammino comune, che se il rispetto per gli avversari politici è una caratteristica fondante per la sinistra, quello per i compagni di strada deve essere un'assoluta normalità». Contando che Majorino si prepara a guidare la lista del Pd ed è rappresenta l'ala più a sinistra del partito, e gli «arancioni» e Sel pescano nello stesso elettorato, il derby è all'inizio.Sulle moschee Salvini ribadisce invece che «se rispettano la legge regionale che ha fissato prescrizioni per ogni luogo di cult, bene, altrimenti pensare di realizzarle in questo momento è folle. E se Beppe Sala sostine come D'Alema la destinazione dell'8 per mille ai musulmani per costruire i minareti, non prenderà un voto». Oggi volerà in Israele per «studiare il loro sistema di sicurezza che dati alla mano è un modello». Sul dietrofront del governo sui profughi in area Expo dice, «riconoscere l'errore è sintomo di saggezza».