Renzi sfila a Milano ma scorda 150 milioni

Il premier alla Barona con Sala e Pisapia difende l'accoglienza dei profughi E alla Regione deve i fondi per l'assistenza

Chiara Campo

Arriva al Barrio's di don Gino Rigoldi intorno a mezzogiorno, canta O mia bela Madunina e l'Inno alla gioia con gli ospiti del centro anziani, abbraccia Beppe Sala e il sindaco Giuliano Pisapia e scalda i militanti del Pd stipati nel teatro gestito dalla Comunità Nuova alla Barona per una buona mezz'ora. Poi Matteo Renzi si sposta al ristorante Cà Bianca, in via Ludovico il Moro, per un saluto veloce ai candidati dem e della lista civica «Noi, Milano» che assaltano il buffet mentre il premier toglie ogni speranza di una vittoria al primo turno: «Il ballottaggio non ce lo toglie nessuno ma questa partita che dobbiamo vincere è come un calcio di rigore, dovete tirarlo bene. Quindi lo dico per primo a Beppe, lavorare e lavorare, e andate tutti a fare il porta a porta per convincere gli elettori». Dopo la sfilata dei ministri, è toccato al premier ieri fare una parata elettorale al fianco di mr Expo. Anche se prima di arrivare al Barrios's incontra cento studenti selezionati dal Boston Consulting Group, in via Foscolo, e conferma: «Ho scelto di fare il G7 in Sicilia, a Taormina». Si terrà il 26 e 27 maggio del 2017. Sala giorni fa ha proposto Milano come sede del G7 sulla ricerca e le tecnologie nel 2017, ma per ora incassa le pacche sulle spalle del premier-segretario e rimane a guardare l'organizzazione del vertici con i big del mondo al sud. Ma «tornerò al Barrios' per il ventennale - promette a don Rigoldi - con il prossimo sindaco, Beppe». Un azzardo necessario, dopo aver dichiarato giorni fa a Radio 105 di non sapere chi vincerà a Milano, «non sono mica il mago Otelma».

Renzi difende l'accoglienza dei profughi, assicura «non c'è un aumento nei numeri reali ma solo a fini elettorali» e (pur contestando la Lega) sostiene un piano di «aiuti a casa loro» per arginare l'emergenza. Ribatte a distanza l'assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali (Lega): «Speravo che Renzi arrivasse a Milano con i 150 milioni che il governo deve alla Regione Lombardia per l'assistenza sanitaria prestata agli immigrati irregolari, invece come al solito si è dimostrato bravo nelle chiacchiere ma inefficiente a livello politico. Anche Pisapia invece di difendere gli interessi dei milanesi almeno negli ultimi giorni di mandato si è prestato allo spot elettorale di Renzi, dimostrando di essere più bravo come portavoce del premier che come primo cittadino». Il sindaco sul palco ha suonato le trombe ai militanti, «manca poco tempo al voto, dobbiamo passare dalla difensiva all'offensiva». Ma cita «gli anni del bunga-bunga a cui non dobbiamo tornare» (lo ripete anche Sala) e attacca il «Giornale» citando titoli che descrivevano via Padova insicura anche quando governava Letizia Moratti. Invece di riconoscere che proprio nel quartiere dove nel 2011 aveva lanciato la sfida dell'integrazione si è andati di male, in peggio.

Lo sfidante el centrodestra Stefano Parisi torna a ribadire che «non è bello che un premier faccia campagna elettorale, che si schieri in maniera così evidente. Hanno sfilato lui e tutti i ministri, potevano astenersi». Maria Elena Boschi non si è vista al primo turno, ma ha già garantito un tour al ballottaggio.