Renzi sul carro Expo. Ecco i primi 50 milioni

L'aut aut del governatore Maroni, poi il governo scioglie le riserve. Gelmini: "Ora subito il masterplan"

E alla fine il governo ha sciolto le riserve. Dopo l'aut-aut del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ieri nel primo pomeriggio, da Roma è arrivato il decreto con cui Palazzo Chigi comunica la sua partecipazione alla partita per stabilire il futuro delle aree di Expo. Il che significa nuove risorse da investire nel progetto. E, finalmente, un assetto societario e un modus operandi più chiaro. Di fatto, la società Arexpo, costituita il primo giugno 2011, è attualmente partecipata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, che detengono ognuno il 34,67% del capitale, dalla Fondazione Fiera di Milano (27,66%), dalla città metropolitana di Milano (2%) e dal Comune di Rho (1%). «Nelle prossime settimane - spiega il presidente di Arexpo Luciano Pilotti, anticipando i nuovi scenari - avremo le modalità specifiche entro le quali ci muoveremo per i prossimi mesi e anni. Con i soldi del Governo si possono fare tante cose, potrebbe esserci una compensazione sulle quote di Fondazione Fiera, una copertura dei debiti, comunque assicurando una continuità aziendale».

I nuovi finanziamenti ammontano a 150 milioni di euro di cui 50 milioni di quota per entrare nella società (e che arriveranno subito), 80 milioni per il progetto scientifico vero e proprio e 20 per altre «spese accessorie». Ora bisogna stabilire chi sarà il «regista» delle operazioni e procedere con il piano. Cercando di recuperare il tempo perso e snellendo il più possibile le lungaggini burocratiche. La Regione Lombardia suggerisce la strada di una legge speciale con «super poteri» che evitino di ingabbiare il progetto delle cittadella in vincoli e tempi tipicamente burocratici. Altrimenti da qui all'avvio vero e proprio del cantiere potrebbero passare oltre quattro anni. «L'ingresso del governo - spiega l'assessore lombardo all'Expo Francesca Brianza - pone basi importanti sia per la situazione attuale sia per il futuro. E' chiaro che un impegno preso in questi termini è qualcosa di serio, concreto e definitivo. Siamo arrivati al limite delle tempistiche previste, quasi all'ultimo minuto, ma consideriamo questo decreto come un segno concreto e tangibile, a cui seguiranno i dovuti passaggi».

Il coordinatore lombardo di Forza Italia, Maria Stella Gelmini chiama alla praticità: «Per il dopo Expo - sostiene - Milano non ha bisogno di lungaggini o polemiche tra istituzioni: servono concretezza e una visione. Renzi ha presentato un piano che contiene elementi interessanti. Alcuni aspetti possono essere migliorati - ha aggiunto -: anzitutto il ruolo di Milano che deve essere più centrale, non per campanilismo ma perché possiede oggi straordinarie eccellenze scientifiche». La Gelmini chiede quindi che «si passi presto all'azione: è il momento del realismo - ha chiarito - e del lavoro serio. Il governo e le istituzioni del territorio elaborino insieme un vero e proprio masterplan. Un piano operativo che preveda obiettivi, strutture, risorse e cronoprogramma, da elaborare coinvolgendo le università e le imprese, che appartenga alla città e superi il pantano di polemiche in cui rischiamo di smarrirci».