Residenti d’accordo ma per i pendolari è un guaio

Matthias Pfaender

Cosa ne pensano i milanesi del progetto di far pagare agli automobilisti un ticket per l’ingresso in città? Se il sindaco Letizia Moratti propone, i cittadini prontamente le rispondono, sfoderando un ricco ventaglio di commenti e distinguo.
«Io sono d’accordo - commenta deciso Francesco, da tredici anni alla guida di un taxi per le vie congestionate del centro -. Il traffico per noi è un vero problema, e altri rimedi messi in campo fino ad adesso, come le corsie preferenziali, non si sono dimostrati sufficienti. E farebbe bene anche agli affari».
«Penso sia una buona idea - commenta Piera, impiegata - a patto che si potenzi anche il servizio di trasporto pubblico e vengano aumentati i posti auto nei parcheggi fuori città. Perché - spiega - non avrebbe senso far pagare l’ingresso e poi non offrire un modo efficiente per raggiungere il centro». «Io non sono d’accordo, credo sia una limitazione inaccettabile alla libertà delle persone - dice Letizia, residente nell’hinterland ed impiegata in un ufficio del centro -. Posso anche organizzarmi per venire al lavoro con i mezzi pubblici, ma mi può sempre capitare un imprevisto ed essere costretta a prendere l’auto. E in quel caso che faccio? Pago per andare a lavorare?». «Non penso sia una buona idea - le fa eco la signora Angela, che da nove gestisce un bar all’aperto in Largo Bonaparte -. Il traffico di Milano è per larga parte formato da persone che vengono qui per lavoro. Cosa facciamo, impediamo alla gente di raggiungere l’ufficio? Piuttosto, per snellire la circolazione, dovrebbero aumentare il numero dei tram e rendere più veloci le strade, eliminando intralci inutili: è possibile che i lavori di ripavimentazione davanti al mio bar vadano avanti da oltre un mese?».
«Dipende da dove intendono iniziare a far pagare - sottolinea Maurizio, da vent’anni alla guida dei tram meneghini -. Se il pedaggio scatterà dalla circonvallazione interna, sono d’accordo. Se invece si dovrà pagare il ticket all’entrata nel comune, allora no. Comunque non si potrà fare affidamento solo su questa iniziativa. Per favorire la circolazione - conclude - bisognerebbe fare in modo che le preferenziali per tram e taxi non venissero utilizzate, come puntualmente avviene, anche dalle altre automobili».
«Io farei pagare in base alla cilindrata delle vetture - commenta un vigile di servizio a Palazzo Marino -. Chi possiede un Suv che inquina e occupa lo spazio di due utilitarie, che paghi di più. Se no si favorirebbe chi ha maggiori disponibilità economiche». «No alle mezze misure - ammonisce Mariangela, vigilessa in servizio sulle motociclette -. Perchè se poi ogni categoria otterrà pass o permessi speciali per entrare in città, non cambierà nulla». «No alle macchine o alle moto - fantastica Vahit Gopal, indiano che gestisce da diciassette anni l’edicola al civico due di via Orefici -. Impariamo tutti ad andare a piedi, meglio ancora se scalzi: non si inquina e non si rovinano le strade».