La ricetta di Fi: un milione per la sicurezza

Partono dalla tregua firmata col Pd sul bilancio 2015. Un patto con cui Forza Italia porta «a casa» (ossia ai milanesi) un milione di euro in più per la sicurezza, in pratica la riedizione di quel «Fondo Milano Sicura» introdotto dall'ex giunta Moratti per pagare gli straordinari alla polizia di Stato e aumentare la presenza degli agenti sulle strade. La squadra dei consiglieri comunali di Fi presenta il frutto dell'accordo raggiunto per ritirare il pacchetto di 300 emendamenti che erano ancora da discutere. Il Polo dei milanesi aderisce, Lega e Fdi invece continueranno ancora l'ostruzionismo in Consiglio. «Il teatrino in aula a volte è necessario ma poi per il bene della città deve finire» ammette il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera. E il capogruppo Pietro Tatarella sottolinea che il risultato è «un segnale concreto di attenzione sul tema della sicurezza che per noi è una priorità». Dopo settimane di opposizione quindi Fi e centristi ritirano le armi spianate contro la giunta (sotto forma di emendamenti) e del resto, ricorda Matteo Forte (Polo) «abbiamo sempre detto che la città di Expo non può rimanere senza un Bilancio, purtroppo la sinistra non è arrivata puntuale». Fi chiederà anche di aumentare gli indennizzi previsti (in 30 euro) da A2a a chi ha subito più di 8 ore di blackout la scorsa settimana.

Se la polemica col Pd sui conti sembra (quasi) archiviata, è accesissima sul fronte Expo. Sabato è in programma l'assemblea nazionale Dem tra i padiglioni. «É scandaloso - ribadiscono Alan Rizzi e Andrea Mascaretti -, chiediamo al partito di cambiare luogo, ma il commissario Giuseppe Sala dovrà riferire in Consiglio sulla concessione: persino il Miur invia alle scuole in gita una circolare che ricorda che è vietato introdurre materiale elettorale sul sito. Il premier Renzi sceglie invece di caratterizzare con un simbolo di partito una manifestazione internazionale come Expo? E Sala lo permette? Ci spieghi anche se parteciperà in qualità di commissario o di ipotetico candidato sindaco del Pd». Il dem Carlo Monguzzi ieri ha ammesso che la scelta del luogo è «assolutamente inopportuna».

Fi chiederà alla giunta la convocazione di una seduta straordinaria sulla destinazione delle aree Expo: definitiva, e anche nell'arco temporale tra la chiusura dell'evento e l'avvio di un grande progetto. Che si tratti di un campus universitario della Statale o di un centro logistico per smistare le merci come proposto dai cinesi, passerà del tempo e i terreni non possono diventare terra di nessuno. Fabrizio de Pasquale propone nell'immediato di creare «un parco divertimenti per i bimbi», una sorta di Gardaland milanese, e di istituire già nel Bilancio un fondo «per smontare i padiglioni che possono essere messi in giardini e aree pubbliche per farne biblioteche, scuole, centri anziani». Se «la sinistra non è stata capace di gestire il fuori Expo, mettendo in crisi i commercianti che avevano investito pensando ad un grande “fuorisalone” - avverte Gallera - ora il convitato di pietra è il governo: dica se investirà sulle aree».