La ricetta di Parisi: «Così riporterò le tasse ai livelli di 5 anni fa»

Dopo gli aumenti record di Pisapia il manager studia il taglio delle spese «Col digitale giù i costi del Comune»

Chiara Campo«Sulle tasse non dobbiamo fare promesse elettorali. Le tasse a Milano si abbassano una volta ridotti i costi della macchina comunale». Ma il candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi, che è già stato city manager del Comune ai tempi di Albertini, e della «macchina» conosce bene pregi e difetti, ha già in mente passaggi e punto di arrivo. «Il digitale - ha scritto ieri su Facebook - ci aiuterà a fare una riorganizzazione profonda, per rendere i servizi del Comune più efficienti e meno costosi. Il mio obiettivo è di riportare le tasse locali a Milano allo stesso livello degli anni in cui era al governo il centrodestra». Erano anni in cui nonostante i trasferimenti locali iniziassero già a calare, non è mai stata applicata (ad esempio) l'addizionale Irpef, Milano come ultimo baluardo tra le grandi città a non imporre ai cittadini l'imposta sul reddito. É stato invece tra i primi atti di Giuliano Pisapia una volta insediato a Palazzo Marino. Arrivato a giugno 2011, ad agosto aveva già approvato in giunta l'aumento del 50 per cento sul biglietto Atm e l'introduzione dell'Irpef. L'anno successivo, ha abbassato la soglia del reddito che garantiva l'esenzione. Matteo Forte )Polo dei Milanesi) per qualche giorno ha pubblicato sul web una dopo l'altra le «fotografie» dei 5 anni di giunta arancione, il sottotitolo potrebbe essere «stangata continua». Tra l'amministrazione Moratti a quella di Pisapia la spesa è salita di circa 800 milioni di euro, da 2,2 a 3 miliardi. Le tasse sono più che raddoppiate, da 631 milioni agli attuali 1,3 miliardi di euro. Qualche esempio? La Moratti come detto non imponeva l'Irpef mentre Pisapia incassa 180,5 milioni. Le imposte sugli immobili sono schizzate a 716 milioni contro i 311 di cinque anni fa. Dall'occupazione del suolo pubblico la giunta di centrosinistra intasca 62 milioni, prima erano meno della metà (29 milioni), ma il sindaco ha voluto rimettere mano al regolamento sulla Cosap nel 2013 scatenando la rivolta di (quasi) tutte le categorie produttive, dai traslocatori agli stilisti. Forza Italia, con il coordinatore cittadino Fabio Altitonante e il capogruppo in Comune Pietro Tatarella, ha lanciato giusto a metà dicembre un'«operazione verità» sulle tasse di Pisapia. Il Comune ha ricordato ieri Altitonante «ha tolto dalle tasche di cittadini e imprese 770 milioni all'annoche venivano usati sui consumi e quindi muovevano l'economia milanese, per alimentare la macchina burocratica senza efficientarla». In futuro «meno tasse, più sicurezza e sostegno alle famiglie in difficoltà». Temi che, insieme alle periferie, saranno il cuore del programma. Anche il consigliere Fdi Riccardo De Corato ieri ha tastato il polso di 300 milanesi che si sono fermati ai banchetti per rispondere al questionario sulle priorità: «Si sentono insicuri e reputano eccessiva la pressione fiscale».Partirà presto anche una lettera-appello firmata da Silvio Berlusconi ai consiglieri di zona per reclutare entro giugno il maggior numero possibile di «difensori del voto», il leader azzurro ne vorrebbe tre a disposizione per ogni seggio (tra presenti e riserve), lo ha ripetuto alla cena di finanziamento organizzata al Westin Palace due sere fa con lo stato maggiore di Fi e duecento imprenditori. Parisi ha spiegato ai consiglieri e prima ai leghisti che ha incontrato con il segretario Matteo Salvini in via Bellerio che ha intenzione di essere molto presente nei quartieri periferici.

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