«Riconquistare Milano» Il Pdl lavora già al 2016 e punta sui suoi ragazzi

La sinistra ha deluso e il centrodestra pensa a Palazzo Marino. Per la riscossa gioca la carta dei giovani, dal Comune alle Zone

Successo, crisi e rivincita. La parabola è un classico e prevede il lieto fine. L'ora della verità è lontana ma fissata. E l'obiettivo nessuno lo nasconde: il Pdl deve riconquistare Milano. Perché è il cuore del Nord, perché anticipa le tendenze politiche; perché la sinistra non sta amministrando bene, anzi si sta arroccando con un'agenda di governo ideologica e astrusa. E per riconquistare Milano, il Pdl sta giocando una carta nuova, che a vari livelli e in diversi momenti è già venuta fuori, quella dei suoi giovani. Consiglio provinciale, comunale, di zona, coordinamento. La ventata di novità è arrivata e sta dando frutti. Primo risultato fra tutti - a detta dei protagonisti - il superamento di certe logiche che hanno sempre penalizzato il movimento e che non a caso sono sempre state combattute dal suo leader, Silvio Berlusconi: le divisioni interne, i personalismi o addirittura le «correnti». Al contrario, l'entusiasmo dei giovani unisce. Come le loro iniziative, fresche e irriverenti (per esempio quella sull'ordinanza anti-gelato).
In Consiglio comunale il gruppo si è affidato a un neo quarantenne come Alan Rizzi. E si sono messi in evidenza due non ancora trentenni, Matteo Forte e Pietro Tatarella. Eletti entrambi con oltre 1.900 preferenze, uno è cattolico e l'altro laico. Ma è un mix fecondo, che sta da sempre nel dna di Forza Italia e del Pdl. E i «recinti» si stanno aprendo. «C'è un lavoro di squadra - spiega Tatarella - grazie a Matteo credo di poter dire che a livello giovanile abbiamo superato certi schemi. E con Alan, designato in modo unanime, stiamo andando oltre i personalismi e la caccia alle preferenze. Stiamo facendo un buon lavoro rivolto alle categorie, all'elettorato. È vero, è un momento di grande serenità». Da poche settimane, è entrato in Consiglio comunale un altro trentenne, Marco Valerio Bove. «Anche nel coordinamento cittadino - riconosce lui che si è era candidato “contro” Giulio Gallera, ottenendo il 25% - stiamo lavorando molto bene». L'obiettivo indicato da tutti, come detto, sono le Comunali del 2016: «La sconfitta del 2011 - dice Tatarella - ha creato i presupposti per un rinnovamento, e con pochi uscenti saranno in tanti a poter dire la loro». Molto, è ovvio, dipenderà dal candidato sindaco. «È presto per parlare di nomi ma non per fissare regole e metodi. Io credo che serva una candidatura che rappresenta tutti. Che unisca e che abbia esperienza». Alcuni movimenti importanti si stanno già registrando. E partono proprio da quest'idea di una squadra giovane e compatta da usare come un piccolo esercito. Una task force che dia battaglia per la riscossa in città. È chiaro che i Consigli di zona sono il vivaio naturale in cui arruolare «soldati» preparati e motivati per questa «grande battaglia» politica. E nelle Zone abbondano i ragazzi di valore. In zona 7 Antonio Salinari, altro 29enne, ha raddoppiato i suoi consensi in 5 anni. Il collega Marco Bestetti ha 25 anni e coordina la «Giovane Italia»; a 21 è stato primo degli eletti alla Cattolica e due anni dopo primo eletto in zona con 384 preferenze. In zona 8 da segnalare il caso di Nicolò Mardegan (ora Fratelli d'Italia): a 30 anni è già al terzo mandato col record di voti (800) e ha sfiorato il seggio regionale con 2mila preferenze in un partito come Fdi. In zona 9 si è messo in evidenza a suon di voti Federico Illuzzi. E un'altra coppia laico-cattolico: Gabriele Legramandi ha 22 anni ed è stato eletto con 216 preferenze, Marzio Ferrario (26 anni) ha ottenuto 274 preferenze: oggi collabora col presidente della Provincia Guido Podestà e coordina il dipartimento Casa del Pdl. E poi Filippo Fasulo e Filippo Jarach in zona 1, Irene Pasquinucci in zona 7; altri due Fdi come Vincenzo Viola e Federico Santoro in zona 3. E tanti altri. La partita è appena iniziata ma promette bene.