Come ridurre al minimo il rischio furti

La porta blindata è vulnerabile, meglio dotarla di un cilindro protetto dal «defender antiscasso»

Estate, tempo di vacanze. Gli italiani non vedono l'ora di partire per le località di villeggiatura, lasciandosi alle spalle un anno di lavoro e di preoccupazioni. O ameno, così vorrebbero fare, perchè complice anche una crisi che ha aumentato il livello di povertà, si ha paura di lasciare la propria casa alla mercé dei ladri. E non è un allarme ingiustificato. I dati che riguardano i furti negli appartamenti, purtroppo, sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni. Una battaglia persa? Per fortuna, no. Parola di Giorgio Bellitti, grande esperto nel settore della sicurezza e titolare di Bellitti Serrature. Secondo lui, infatti, oltre la metà dei furti nelle case potrebbe essere impedito, a patto che si adottino i giusti rimedi per scoraggiare i topi d'appartamento.

Da questo punto di vista, il consiglio di Bellitti è chiaro e preciso: «Occorre dotare la casa di una porta blindata e di una serratura adeguata, perché se è vero che la porta rappresenta sempre un valido deterrente, dotare la serratura di chiavi protette è fondamentale».

Nel comune sentire della gente, però, si afferma che ormai i ladri siano in grado di aprire qualsiasi porta blindata, rendendo vano ogni nostro tentativo di difesa preventiva. «Non è vero - precisa Bellitti -. O meglio, la porta blindata è certamente vulnerabile se, ad esempio, non viene dotata, come suggeriamo ai nostri clienti, di un cilindro a filo porta e protetto da un defender antiscasso».

Non è l'unico prezioso suggerimento di Giorgio Bellitti: «Le serrature andrebbero verificate con una certa frequenza, almeno ogni quattro anni. Poi le chiavi da utilizzare dovrebbero essere solo quelle protette da brevetti certificati. Senza lasciar cadere il discorso relativo al sistema d'allarme».

Dati alla mano, si scopre come ben l'80% dei tentativi di scasso si interrompa proprio a causa della sirena fatta scattare al momento dell'effrazione. E poi la tecnologia non viene incontro solo ai malfattori: «Ormai - aggiunge - con una app sullo smartphone si possono comandare a distanza dei sistemi molto evoluti».

Il futuro, infatti, sembra giocarsi su una integrazione sempre più serrata tra elettronica e meccanica. «Basta vedere quale esplosione ci sia stata, negli ultimi anni, di prodotti elettronici associati alle serrature».

Addirittura, secondo Bellitti, si arriverà, in un domani sempre più vicino, a fare a meno delle chiavi, sostituite da badge o, addirittura, dal proprio cellulare. Tutto pur di limitare le attività criminali di chi vuole minacciare le nostre abitazioni.