Per rifare il Policlinico 5 anni: diventerà un giardino di cura

Sale operatorie, parco sul tetto e galleria commerciale. L'archistar Boeri: "Verde e alberi aiutano le terapie"

Sarà pronto entro il 2022, ma è già annunciato come la più grande opera architettonica degli ultimi 90 anni, destinata a ridisegnare il centro di Milano, e il concetto stesso di ospedale. Non più solo un luogo di cura e ricovero, ma anche un centro pulsante della vita cittadina, con tanto di galleria commerciale e giardino pensile. Tra via Sforza e via Commenda sorgerà a 18 metri di altezza «il più grande giardino pensile terapeutico del mondo» come l'ha definito il suo progettista Stefano Boeri. Tra i punti di forza del restyling la Galleria pedonale con servizi e attività commerciali, che lo renderà uno spazio aperto a tutta la città e il parco sopraelevato. «Il Giardino Alto spiega Boeri costituisce una novità nel panorama internazionale delle strutture sanitarie. Seimila metri quadrati di verde, spazi di gioco, sosta e contemplazione che confermano quanto il verde e gli alberi siano coadiuvanti nelle terapie e nella qualità della degenza ospedaliera».

Il progetto esecutivo e l'avvio della gara pubblica sono attesi entro dicembre 2017. Dopo 3 mesi, è attesa per marzo 2018 l'apertura delle offerte e per giugno 2018 l'aggiudicazione della gara d'appalto. Questo dovrebbe portare ad avere il nuovo ospedale per il 2021, che sarà completamente funzionante entro il 2022.

Il nosocomio, che sarà il più moderno della città, «è stato disegnato insieme ai medici» racconta Simona Giroldi, direttore generale del Policlinico e rappresenta «un nuovo modo di rispondere ai percorsi di cura dei pazienti e dei cittadini. É un nuovo modo di essere un ospedale: pensato e costruito insieme ai medici, cosa per niente scontata».
A questo si aggiunge il fatto che per la prima volta forse che un ospedale pubblico si autofinanzia: 200 milioni di euro (sui 266 milioni di costo complessivo) e senza interrompere nemmeno per un giorno l'attuale attività di ricerca e di cura. «Siamo il primo ospedale pubblico che si autofinanzia, grazie alla generosità secolare dei milanesi- commenta Marco Giachetti, presidente della Fondazione Policlinico - che ci ha permesso di accumulare un ingente patrimonio la cui gestione è la chiave per il successo di questo progetto. Una generosità che ora viene restituita alla città, grazie anche a un Fondo di Housing Sociale e al progetto di un Museo di Storia della Città». «Il Policlinico con il suo personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo rappresenta una grande eccellenza nazionale. Aveva, quindi, il diritto di essere messo nella condizione di far lavorare al meglio le sue risorse professionali» il commento soddisfatto dell'assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera.

Nel dettaglio al progetto: sull'area attuale di 22mila metri quadrati - dove le ristrutturazioni di reparti e padiglioni non si sono mai fermate - sorgeranno due blocchi di 7 piani uniti da uno centrale di 3. Nel corpo centrale saranno concentrate 21 sale operatorie, gli impianti e i servizi, nei piani sotterranei le macchine della Radiologia e della Neuroradiologia, e il Quartiere Angiografico e alla Radiologia Interventistica. Il Blocco Sud sarà dedicato principalmente alla donna, alla coppia, al neonato e al bambino, nel Blocco Nord le attività medico-chirurgiche.