La riforma della Sanità fa salire la febbre alla giunta

Forza Italia e Ncd sono contrari al progetto della Lega che vorrebbe rivoluzionare l'assistenza. No anche dal Pd

Nervi tesi in Regione dopo che il governatore Maroni ha presentato la riforma della sanità griffata Lega. Malumore nel centrodestra e a piovere sono le proposte alternative come quelle di Fi e dell'Ncd che come il Pd ha già pronto un progetto di legge alternativo. A far discutere è quella che rischia di essere una rivoluzione copernicana rispetto all'impostazione data nell'era Formigoni ai rapporti tra pubblico e privato con gli accreditamenti. Ora le convenzioni potrebbero prevedere controlli rigorosi e periodici sui servizi. Per la coordinatrice di Fi Mariastella Gelmini «non c'è spazio per battaglie di bandiera quando è in gioco la salute dei cittadini».

A far discutere saranno la proposta di accorpamento in un unico assessorato della Sanità in capo a Mantovani e della Famiglia affidata alla maroniana Cantù. Ma anche di far pagare i ticket in base al reddito e il passaggio dalle attuali quindici Asl a cinque Assl che si occuperanno di gestione e non della cura.