Il rimpasto è una polveriera Maroni: «Avanti fino al 2018»

Ncd attacca sulle deleghe a Gallera e sulle nomine in Film Commission Il presidente chiude il caso: «Così migliora il governo della Lombardia»

«Polemiche dentro la maggioranza? Io sono il presidente e decido io: ho preso le decisioni più opportune per migliorare il governo della Lombardia e la questione è chiusa». Così il presidente della Regione, Roberto Maroni, chiude la questione rimpasto. O almeno ci prova. «Con questa squadra andremo avanti fino al 2018» ha poi detto Maroni durante la riunione della giunta. Grandi ringraziamenti agli assessori uscenti, Alberto Cavalli e Paola Bulbarelli, e apprezzamenti per i nuovi: Alessandro Sorte alle Infrastrutture e Fabrizio Sala alla Casa.

Ma anche se gli assetti sono consolidati, i malumori non mancano, soprattutto sul caso Giulio Gallera. Il coordinatore cittadino azzurro entra come sottosegretario ma con deleghe da assessore politico: città metropolitana, tema politicamente cruciale, l'Aler (che era della Bulbarelli e invece di passare a Sala è stato assegnato a Gallera) e l'Emergenza Seveso (tema con cui oscura un po' la titolare del Territorio, Viviana Beccalossi). Diciamo che la sua è una delega sui temi fondamentali per la città che ne fa quasi l'assessore a Milano. Un megafono in vista della battaglia per palazzo Marino.

A protestare ad alta voce è Ncd che, in un incontro tra il capogruppo Luca Del Gobbo, il coordinatore regionale Alessandro Colucci e Maroni, ha dato un via libera a patto che fossero tutelate le deleghe di Daniele Nava, sottosegretario ncd all'attuazione della legge del Rio (quindi sostanzialmente alle competenze dell'area metropolitana): sarà Nava a rappresentare la Regione ai tavoli istituzionali. Sufficiente a rassicurare Ncd?

Il partito è in fermento e vede la delega a Gallera come uno scippo e un'offesa. Dice Stefano Carugo: «Per noi è inaccettabile. Giulio Gallera non è mai stato tenero con Ncd né con Maurizio Lupi, esponente del nostro partito di cui si parla come possibile candidato sindaco di Milano. Non finirà a tarallucci e vino». E il presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo: «Avevamo chiesto un incontro del gruppo Ncd con Maroni e non c'è stato. Chiederemo chiarimenti alla riunione di lunedì: ci aspettiamo che il nostro peso politico e consiliare sia rispettato».

Le questioni aperte tra Ncd e la giunta Maroni non mancano. Sotto attacco leghista è Ersaf, l'ente regionale agricolture e foreste, ora guidato da Ncd. E poi c'è Lombardia Film Commission, la commissione guidata da Alberto Contri, di nomina formigoniana, su cui ha messo gli occhi la Lega. Lombardia Film Commission, fondazione non-profit, promuove film, fiction, spot, documentari per far crescere la visibilità della Lombardia. Il budget è di 700mila euro l'anno.

C'è poi il caso della presidenza della commissione Agricoltura, fino ad oggi guidata dall'azzurro Alessandro Fermi, che è entrato in giunta con il ruolo di sottosegretario all'Attuazione del programma e ai rapporti istituzionali nazionali, sostituendo Maurizio Del Tenno. Ncd vorrebbe un suo uomo e cioè Carlo Malvezzi.