La rinascita di Villapizzone Il borgo che piace agli Usa

Il rilancio avviato dalla sinergia tra pubblico e privati In zona arriverà anche il nuovo consolato americano

Michelangelo Bonessa

Era un deserto, oggi sembra il centro cittadino. Pavimentazioni in porfido, residenze universitarie, chiese storiche, palazzine rinnovate, collegamenti rapidi con il Duomo e la Svizzera e una gentrificazione sempre più affermata. Per non parlare del prossimo arrivo del consolato americano. Villapizzone, Comune storico del contado milanese che fu aggregato al vecchio Municipio di Musocco nel 1869, non è più sinonimo di periferia abbandonata, ma di una qualità della vita da paesino di campagna con tutti i servizi della grande città. Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione virtuosa di settore pubblico e settore privato. Una sinergia che ha cambiato il volto di questo quartiere avviato a diventare un gioiello di Milano. «Questo quartiere della periferia nord-ovest milanese, considerato fino a un po' di anni fa «un deserto di 1300 abitanti» spiegano Christian Iosa e Claudio Colafato, due imprenditori della zona ormai è rinato grazie a un'opera iniziata dall'allora giunta Moratti tramite l'assessore Carlo Masseroli». Ormai ci vivono 8mila persone, un boom molto diverso da quello di certe periferie povere.

Un progetto ambizioso che oggi sembra giungere a compimento con il nucleo storico del quartiere tornato all'antico splendore. «E' vero che anche i sindaci delle giunte successive hanno proseguito in questo senso proseguono i due - ma è singolare che la valorizzazione delle periferie, che dovrebbe essere una prerogativa della sinistra, sia stata messa in atto da una giunta di centro-destra».

Un altro passo importante è stato compiuto grazie ad EXPO insieme ad altri fattori come la vicinanza del passante ferroviario e del Politecnico che di recente ha investito su Villapizzone con delle nuove residenze per studenti che saranno pronte per il prossimo anno accademico. Nel vecchio borgo passano ben tre linee, la S5 la S6 e S11 che ti porta persino in Svizzera. «Forse quello che ci vorrebbe per dare un ulteriore slancio, sarebbe un ponticello ciclo-pedonale per collegare meglio il quartiere al Politecnico, così come auspicato dalla Social Street Viviamo Villapizzone suggeriscono gli imprenditori - Adesso infatti c'è soltanto il sottopasso del passante ferroviario». Il centro storico di Villapizzone è poi vincolato, questo ha permesso di mantenere anche le opere di ammodernamento entro precisi canoni urbanistici portandolo però nel terzo millennio. Adesso di fianco alla chiesa cinquecentesca di San Martino insistono case moderne nell'efficienza energetica, senza aver perso l'aspetto originario.

I mezzi di spostamento ci sono tutti: oltre alle arterie viarie che conducono rapidamente verso il centro cittadino, le linee di tram e dei treni collegano con poche fermate Villapizzone ai nodi della rete di trasporto pubblico.

Anche la sicurezza, altro storico problema della cittadina sembra un lontano ricordo grazie alla rinascita del quartiere: quello che resta del campo nomadi è stato tagliato fuori dalla riorganizzazione della viabilità. Inoltre a poca distanza, in piazzale Accursio, sono partiti i lavori per il nuovo consolato americano. Un arrivo, scelto anche per l'ottima logistica che garantisce per gli spostamenti ai diplomatici, che non potrà non influire positivamente su quello che già è un quartiere tranquillo dove si vendono facilmente le abitazioni.

Commenti

fifaus

Dom, 17/06/2018 - 19:42

E' difficile rispettare la regola del pronome relativo 'che'? gentrificazione: un inutile inglesismo