Risotto all'asilo e toto-giunta Sala: non taglio gli assessori Il neosindaco pranza coi bimbi: «Renzi? Una telefonata flash». Da Maran a Scavuzzo, chi è in corsa per la squadra

(...) rimarranno dodici. («il vantaggio economico di ridurli non è rilevante»). Le linee guida: metà uomini e metà donne, è «importante avere un team coeso, che sappiano lavorare insieme», sarà composta da una rosa dei politici che si sono messi in gioco candidandosi, e hanno preso pi voti, ma anche «dei tecnici, persone di altissimo livello» assicura. Durante la campagna ha avuto un ruolo forte Massimo Ferlini, vicepresidente della Compagnia delle Opere, ma a domanda quasi mirata sulla possibile presenza di esponenti di Cl in squadra risponde secco: «Non penso». Invece «vorrei trovare il modo - anticipa mr Expo - di cercare percorsi di valorizzazione e di crescita per alcuni giovani, in modo che possano proiettarsi nei prossimi anni per un ruolo in Italia, mi piacerebbe fare loro da tutor». Una leva di futuri deputati insomma. Per il vicesindaco, rimane «la tendenza di scegliere una donna».

Sala non si avventura nel toto-nomi, ma ci pensano gli uomini e donne dei partiti. Intanto la riconferma di un pezzo di giunta Pisapia: scontata la nomina di Pierfrancesco Majorino e Pierfrancesco Maran, nem messo Marco Granelli, più proiettata alla presidenza del Consiglio comunale Carmela Rozza. La più votata della lista civica è stata l'assessore Cristina Tajani, da ricompensare anche per aver rotto i ponti con Sel per sostenere Sala fin dalle primarie. Molti la indicano anche come papabile vicesindaco, un posto che potrebbe essere replicato anche da Ada Lucia De Cesaris, l'ex vice di Pisapia che se ne andò sbattendo la porta. I più sostengono che sala abbia rimesso a lei la scelta (da pochi mesi è entrata in un importante studio legale, difficile rinunciare). Potrebbe llimitarsi ad un ruolo di superconsulenza su temi specifici, come il piano di recupero degli ex scali ferroviari che ha seguito da assessore all'Urbanistica. Dovrebbe essere promossa dal consiglio all'aula la Pd Anna Scavuzzo, la quinta più votata anche se il nome non compariva nella testa di lista. Tra i papabili anche l'avvocato Roberta Guainer, eletta nella lista civica «Noi, Milano». Aveva anticipato il nome di Umberto Amrosoli e avrà un ruolo esterno Emma Bonino. Per quanto riguarda gli staff, per la posizione di capo di Gabinetto i rumors danno in pole position Roberto Arditti o Mario Vanni, macchina operatva del Pd e uomo-ombra di Sala per tutta la campagna. Giovanni Gallizzi dovrebbe scegliere tra il ruolo di capo ufficio stampa o portavoce, altrimenti per il secondo compito sarebbe stato sondato Jacopo Tondelli, fondatore de «Gli Stati Generali».

Sala incontrerà presto il governatore Maroni, il cardinale Scola e - sottolinea - «i rappresentanti di tutte le religioni». La politica «mi ha cambiato, spero in meglio. Ho quasi 60 anni e se mi chiedo cosa voglio fare, mi dico che voglio essere un uomo giusto» la dichiarazione d'intenti. É «cosciente che quasi il 50% dei milanesi non ha votato, spero di convicnerli coi fatti». Freddo sul premier Renzi: «Ci siamo sentiti rapidamente, anche lui ha molto da fare. I nostri contatti sono sempre rapidi. Ha espresso la sua soddisfazione per quello che è stato fatto a Milano, per come si è mossa la macchina operativa, io ringrazio in particolare il ministri Maurizio Martina che mi è stato sempre vicino». Prova ad attenuare quell'appello a «votare pensando a me e non a Renzi» degli ultimi giorni per recuperare gli elettori anti-governo. «Non mi sono smarcato da nessuno, ho solo cercato di sottolineare che qui si votava per Milano». Come no.

Questa sera dalle 19, festa in Darsena con il neo sindaco e i suoi supporter.

Chiara Campo