Rissa fra migranti, uno è grave "I centri sono fuori controllo"

Lite fra due somali ospitati in via Aldini e via Mambretti Il 20enne arrestato per tentato omicidio. Scontro politico

Vicende che si ripetono. In tempi ravvicinati, modalità simili, ragioni sempre e solo futili, spesso «bagnate» dall'alcool e che quindi ha poco senso approfondire. Intanto a Quarto Oggiaro c'è un immigrato, un ventenne somalo richiedente asilo e ospite dell'albergo sociale di via Mambretti, arrestato dalla polizia giovedì sera per il tentato omicidio di un suo connazionale di 21 anni, lui del vicinissimo centro di accoglienza di via Aldini, arrivato in fin di vita al Fatebenefratelli, quindi salvato dai medici da una fine, per strangolamento, che sembrava segnata. Pare che i due africani fossero da un pezzo ai ferri corti.

La vicenda ha aperto nuovamente il fronte polemico del centrodestra. «Intanto è un'assurdità che ci siano due centri per stranieri così vicini uno all'altro» spiega Igor Iezzi, 42enne, leghista, già candidato per il centrodestra alla presidenza del Municipio 8 e ora consigliere nel «parlamentino» che raggruppa sotto di sé quartieri a dir poco complicati, come Quarto Oggiaro, Bonola e buona parte di via Paolo Sarpi, insomma città nella città. «Zone che stanno trasformandosi, grazie a questa Amministrazione, nella discarica sociale di Milano» sostiene Iezzi.

«Il centro di via Mambretti, nato come albergo sociale, nome affibbiatogli in campagna elettorale dall'attuale assessore comunale al Welfare Pierfrancesco Majorino per indicare una sorta di dormitorio per clochard di viale Ortles, tanto per intenderci - continua Iezzi-. Allora Majorino promise che sarebbe stato chiuso entro un paio di mesi. In realtà, come conferma questa brutta vicenda e come noi sapevamo in partenza, non solo è rimasto aperto, ma viene anche utilizzato per i profughi. Che troppi a Milano, erroneamente, credono persone in fuga dalla guerra, meritevoli di carità e solidarietà. La verità è molto differente: si tratta per la stragrande maggioranza di semplici clandestini, ai quali i clochard devono spesso cedere il posto e ai quali l'asilo verrà puntualmente negato. Un vero profugo che scappa dagli orrori di un conflitto, non viene a Milano per rischiare di uccidere un connazionale con il quale, visto il comune stato di sofferenza, dovrebbe invece condividere un forte legame di solidarietà. La situazione in via Aldini non è meno problematica. È un centro di accoglienza e dovrebbe ospitare al massimo 150 immigrati. Che, quando toccano punte di 800-900 persone, restano lì esondando nella palestra della scuola attigua». «Insomma, dicono che noi leghisti siamo cattivi, ma la realtà è che questa gente occupa l'intero quartiere - conclude Iezzi -. E la situazione è diventata ingestibile».

Non meno allarmato per la situazione creatasi in città è Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione. «Troppi e senza controlli: questa la fotografia degli immigrati nei centri di accoglienza del Comune. E la drammatica riprova l'abbiamo avuta da questa ennesima, violentissima lite».

«I centri stanno scoppiando già così - termina De Corato -. Eppure Sala e Majorino continuano ad aprire le porte ai clandestini che ci vengono mandati dal governo, in nome del buonismo di sinistra».