La rissa tra neri e comunisti? «Solo dimostrazione di forza»

Forza nuova contro antagonisti: assolti tutti i ragazzi che si scontrarono davanti al Manzoni

Cristina BassiNessuna rissa, solo una «dimostrazione di forza» tra giovani di destra e di sinistra. Si conclude con una sentenza salomonica, dopo oltre cinque anni, la vicenda degli scontri davanti al liceo Manzoni del 25 settembre 2010. Tutti assolti i 36 imputati di entrambe le fazioni, accusati di rissa aggravata, di aver lanciato lacrimogeni e fumogeni, di essersi travisati con caschi e bandane, di aver brandito ombrelli e cinture borchiate.La decisione è del giudice Orsola De Cristofaro. I giovani assolti hanno quasi tutti tra i 25 e i 35 anni, a parte un paio di adulti. C'è anche, Carlotta Cossutta, nipote di Armando, il leader comunista scomparso di recente. Le assoluzioni - o il non luogo a procedere per alcuni reati prescritti - erano state chieste sia dal pm sia dai difensori, tra cui Guido Guella, Mirko Mazzali, Eugenio Losco, Mauro Straini. Quel giorno alle 13 in via Orazio si ritrovano per fare volantinaggio una decina di militanti di «due gruppi politici diversi riconosciuti come Forza nuova e Lotta studentesca (movimento giovanile collegato a Fn, ndr»), si legge nei capi di imputazione. Digos e carabinieri in tenuta anti sommossa sono sul posto. Arrivano una cinquantina di antagonisti ed esponenti dei centri sociali e scatta la scintilla. Le fazioni si affrontano «col chiaro intento di percuotersi vicendevolmente». Partono insulti, calci e pugni, lanci di oggetti. Resteranno feriti un carabiniere, colpito alla testa da un casco lanciato dal gruppo di Fn, e un giovane di destra, raggiunto alla testa da una bottiglia. I due schieramenti si sfiorano e i manifestanti delle prime file si scambiano qualche botta. Le forze dell'ordine li separano e dopo il lancio di un fumogeno tutto torna tranquillo. Per il giudice, manca la prova del reato di rissa aggravata, che - spiegano le motivazioni - si verifica «quando un gruppo di persone in numero superiore a tre venga alle mani con il proposito di ledersi reciprocamente». Non è così al Manzoni: «La breve durata del contatto tra i due gruppi politici, la sporadicità delle condotte materialmente offensive (lancio di un paio di caschi e di qualche bottiglietta) e la immediata cessazione delle condotte aggressive (fisiche e verbali) indicano l'assenza dell'animo reciprocamente offensivo». C'è stata, «una dimostrazione di forza tra due fazioni politiche contrapposte che si sono fronteggiate insultandosi e spintonandosi, l'una per affermare il proprio diritto al volantinaggio e l'altra per dimostrare il proprio disaccordo rispetto alla diffusione degli scritti e al contenuto di essi». E «le occasionali condotte aggressive» sono state «iniziative singole». Assolto dall'accusa di istigazione a delinquere anche Teo T., di Fn. Alla vista degli antagonisti aveva gridato: «Carichiamoli!». Per il tribunale, è stata «un'espressione di autoaffermazione». Lui e i giovani di Lotta studentesca «sono rimasti sulle proprie posizioni senza arretrare di fronte ai ben più numerosi avversari politici e ciò per dimostrare di non accettare provocazioni e di non essere intimiditi».