Ristorante e campi da paddle al posto della pista di atletica

Insorgono insegnanti delle scuole e società sportive: "Quel progetto impedisce a tanti ragazzi di allenarsi"

Salvate la pista di atletica di Pero. È l'appello di molti cittadini e di altrettanti atleti anche dei Comuni circostanti, per i quali la struttura del Centro sportivo comunale «Gianni Brera», anche se malmessa, è da sempre un punto di riferimento. La pista è a rischio - o meglio: viene cancellata - dal progetto di riqualificazione del centro.

La giunta di centrosinistra che amministra la cittadina dell'hinterland, guidata dal sindaco Maria Rosa Belotti, ha individuato come assegnatario della commessa e futuro gestore un consorzio di aziende. La cui proposta non contempla più la pista circolare esistente di 400 metri, che circonda il campo da calcio, con otto corsie e pedane per salti e lanci. Al suo posto sorgerebbe una pista rettilinea di soli 100 metri. Poi, da zero, un ristorante bar, campetti coperti e campi da paddle e beach volley. Oltre alla sistemazione dei due campi da calcio, delle tribune e degli spogliatoi. L'area, di proprietà comunale, è molto estesa. A voler salvare la pista sono prima di tutto gli sportivi, professionisti e amatori, che si allenano qui ogni giorno. Come fanno decine di ragazzi delle scuole. Fabio Vedana, professore di Scienze motorie e allenatore, sottolinea che solo a Pero sono tre le importanti realtà agonistiche che utilizzano la pista. La storica Riccardi, la società di triathlon Dds e la High Performance Triathlon Squad 7Mp, con atleti che si preparano per le Olimpiadi di Tokio 2020. «Correre e l'atletica leggera - scrive il docente in una lettera - sono un eccezionale veicolo sociale per muovere le persone e per testimoniare che fare attività fisica è facile, economico, divertente e soprattutto ci mantiene in salute». Questa struttura «è una ricchezza per tutta la comunità di Pero e non solo». Nei Comuni limitrofi solo Arese e Rho hanno una pista di atletica e quella milanese più vicina è a dieci chilometri. Rinnovare il «Gianni Brera» senza la pista, conclude Vedana, «equivale a fare un passo indietro nella diffusione della cultura dello sport a favore di discutibili mode passeggere».

A complicare la questione c'è il fatto che a Pero si vota per le Comunali a maggio. Riccardo Ursini è tra i fondatori del Comitato «per la riqualificazione e il mantenimento della funzione pubblica del Centro sportivo» ed è candidato per il centrodestra alle prossime elezioni. «Il mio però - spiega - è un interesse più civico che politico. Correvo su quella pista e ci corrono i miei tre figli. Il progetto scelto dalla giunta non prende in considerazione le esigenze degli utilizzatori. Nella decisione non sono stati coinvolti né i cittadini né chi li rappresenta, i consiglieri. Di fatto l'opposizione è tutta contraria. Anche le modalità di assegnazione sono discutibili: per i lavori di riqualificazione viene usata la formula del partenariato pubblico privato. Il Comune si accolla un leasing di vent'anni per un totale di 2,4 milioni. E il privato incasserà i guadagni della gestione e pagherà un affitto di soli 2.500 euro al mese. Infine la firma del contratto è prevista per il 6 maggio, venti giorni prima delle elezioni. Una giunta uscente vincola così la cittadinanza a una scelta le cui conseguenze dureranno vent'anni».