Per ristrutturare Linate dieci mesi di lavori e 8,3 milioni di euro

Solo la prima fase, poi cantieri fino al 2022. La griffe dell'architetto Cerri per la facciata

Linate si rinnova e lo fa cominciando dal suo aspetto esterno, visibile a tutti: la facciata verso la città. «Oggi l'aeroporto è brutto» ammette Pietro Modiano, presidente della Sea, presentando le novità in arrivo. «Tutte le altre porte di Milano, da Malpensa alle stazioni dell'Alta velocità, sono state rifatte. Mancava Linate» osserva l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran.

Il 6 luglio apriranno i cantieri, organizzati in maniera tale da non intralciare la quotidianità dello scalo, frequentato da 30mila persone al giorno. Il completamento è previsto per aprile 2018, dieci mesi durante i quali saranno rifatti il fronte principale, l'area dei bagagli, la sala Vip Leonardo. Questa prima fase di lavori impegna investimenti per 8,3 milioni («autofinanziati») e le fasi successive prevedono fino al 2022 il completo rinnovamento anche degli interni e in occasione di tali lavori sarà rifatta anche la pista. L'investimento complessivo è stimato in 30 milioni di euro. «L'arrivo della metropolitana ci troverà pronti» ha osservato Modiano.

La nuova facciata è progettata dall'architetto Pierluigi Cerri, autore nel recente passato del logo della Sea e del coordinamento dell'immagine della società. Il progetto, presentato ieri, intende semplificare l'attuale confusione visiva e restituire all'immagine esterna dell'aeroporto pulizia ed eleganza. Sarà fatto ordine nell'affollamento di pannelli pubblicitari, che oggi inquinano lo spazio visivo (ma che rendono alla Sea 10 milioni di euro all'anno); saranno rese più evidenti le porte d'ingresso e sarà data luce là dove oggi è buio. Tutti hanno presente le pensiline in cemento che coprono le entrate, creando un ambiente cupo e poco invitante: saranno sostituite da pensiline in acciaio e vetro, con accorgimenti anti effetto serra e tutto l'edificio acquisterà luminosità. Ma soprattutto, l'intero fonte dell'aerostazione (2mila metri quadrati) sarà bianco, ricoperto in pannelli di Corian, un materiale acrilico fabbricato dall'americana Dupont (e noto al grande pubblico soprattutto per il suo utilizzo nei ripiani delle cucine). «Il bianco è luminoso ed è la somma di tutti gli altri colori osserva poeticamente l'architetto perché riflette sia l'alba che il tramonto». Il Corian è stato scelto per la sua resistenza agli agenti atmosferici e per la facilità di manutenzione: anche i graffiti possono essere rimossi facilmente e senza danno. Della necessità di una costante e attenta manutenzione la Sea è consapevole e il direttore operativo Giulio De Metrio ha anche notato che le pensiline, molto sporgenti, saranno dotate di camminamenti per facilitare pulizia e interventi.

«Erano venticinque anni che non si investiva a Linate» ammette il presidente della Sea. La vecchia facciata sarà semplificata e ripulita «per sottrazione», ma resterà vincolata alla propria struttura vintage. Così Milano avrà un aeroporto meno convenzionale di quelli presenti in Europa e nel mondo: non la consueta facciata continua di cristallo riflettente ormai quasi un luogo comune ma un edificio nel quale pieni e vuoti, strutture orizzontali e verticali sono modulati nel rispetto della miglior tradizione del Novecento italiano. La grande scritta bianca «Milano.Linate» (col punto rosso) sarà riposizionata più a sinistra, perché possa essere più visibile da lontano a chi arriva dalla città.

Gli interventi previsti fino al 2022, come ha indicato De Metrio, comprendono anche il completo rifacimento degli spazi commerciali: alla fine Linate sarà un aeroporto nuovo di zecca, sullo stile luminoso e accogliente che tanto successo ha già raccolto a Malpensa.

Commenti

giovinap

Gio, 29/06/2017 - 10:08

in questo articolo c'è almeno una buona notizia , l'architetto non è fuksas .