Il ritorno di Bolle-Romeo «Un personaggio che mi ha dato molto»

L'étoile apre domani la stagione di Ballo della Scala al fianco dell'americana Misty Copeland

Piera Anna Franini

Roberto Bolle è cresciuto con il ruolo di Romeo. Lo ha nei muscoli, testa e cuore: vi debuttava a 20 anni folgorando Elisabetta Terabust che lo promuoveva sul campo Primo Ballerino. Bolle, étoile scaligera, torna a interpretare questo personaggio domani nello spettacolo inaugurale della stagione di Ballo 2016-2017 della Scala. È Romeo e Giulietta di Prokof'ev nella coreografia di Kenneth MacMillan, produzione realizzata (Mauro Carosi e Odette Nicoletti) nel 2010, vista l'ultima volta nel 2014 e scelta per la tournée d'autunno in Oriente.

Protagonista nelle recite di domani e mercoledì, quindi del 13 e 15 gennaio, saranno Roberto Bolle e Misty Copeland principal dell'American Ballet Theatre e per la prima volta alla Scala. Copeland, 32 anni, originaria del Missouri, è l'unica ballerina afroamericana ad aver toccato le vette dell'American Ballet. La sua è una storia a due T: tenacia e talento. Un talento scoperto tardissimo, a 13 anni, e grazie al quale imprime una marcia diversa alla sua vita, partita fra le mille difficoltà e precarietà di una famiglia povera. Una donna di coraggio e incline alle sfide, tra esse quella di essere un cigno di colore nel celebre balletto di Cajkovskij.

È poi attesissima la Giulietta di Alessandra Ferri che - a 53 anni - torna a un ruolo a lei caro e congeniale, e in un teatro dove diede l'addio alle scene nove anni fa. Di recente è stata Giulietta anche al Metropolitan di New York, e sempre al fianco di Herman Cornejo, Romeo anche nella produzione milanese dell'ultimo dì dell'anno. Ed è proprio nel ruolo di Romeo che Bolle ha danzato al fianco della Ferri per l'addio alle scene della Ferri, all'American Ballet Theatre di NY. L'anno dopo, Bolle ne divenne Principal Dancer. Così come l'ha ballato per la chiusura di carriera di Julie Kent. «È un po' il mio destino», spiega. Del resto, Romeo e Giulietta è un classico della coreografia, forte d'una partitura capolavoro come quella firmata da Prokof'ev, traboccante di spunti descrittivi, teatrale, lirica, in una parola completa. Nella buca d'orchestra ci sarà Patrick Fournillier.

In scena vedremo scorci del Teatro Romano di Verona, il leggendario balcone, però su una torre, che diventerà la tomba dei due adolescenti emblema di un amore compromesso da dinamiche familiari e sociali. Romeo è una sorta di alter ego per Bolle, ci ha raccontato durante l'ultima sua rappresentazione alla Scala, «è un ruolo che mi ha sempre dato molto nella carriera, anche emotivamente. Non posso che essergli grato».

0Con Romeo, Bolle ha dato il via a una carriera solida e longeva, basti pensare che siamo a un passo dai 42 anni. L'artista prosegue l'attività di sempre nei teatri di tradizione, alla Scala tornerà per il Progetto Haendel, Symphony in C di Bizet e coreografia di Balanchine e Onegin di Cajkovskij.