In riunione con il bambino: nasce l'ufficio per le mamme

Ha una storia simile a quella di tante altre donne. 40 anni, 15 dei quali investiti anima e corpo in multinazionali del calibro di Microsoft, Nokia, Pirelli. Poi arriva l'evento. Il bambino. Il lavoro che continua, ma il ritmo cambia. Poi un altro evento. Secondo figlio e con lui il desiderio di fare combaciare meglio i pezzi della sua vita. All'inizio quella di Riccarda Zezza è stata solo un'idea che si è fatta strada lentamente, scoperta a New York e «copiata» in altri 1200 luoghi al mondo. Oggi è un cantiere quasi finito che prenderà il via a novembre. Si chiama «Piano C», ed è uno spazio messo a disposizione delle donne-mamme in cui possono lavorare, programmare riunioni, organizzare eventi, discutere di un'idea mentre nella stanza accanto i proprio bambini sono in mani esperte. Ecco Coworkin.Cobaby.Community progetto pilota milanese in via Simone d'Orsenigo, in zona Largo Marinai d'Italia. Un luogo in cui per una volta si parla di «quote azzurre»: perché gli uomini sono ammessi, ma soltanto se hanno dei bambini piccoli.
Perché «Piano C»? «Col piano A vivo solo io col mio lavoro, con il piano B vivo per i miei bambini qui ci vuole un piano C...». Ci ha fatto anche una filastrocca sul tema, Riccarda, convinta che questo sia il modello di lavoro che deve emergere. Ha coinvolto un economista, Carlo Mazzola, e insieme hanno strutturato ad hoc un laboratorio «dove l'organizzazione dello spazio valorizzi la flessibilità», i servizi «semplifichino la quotidianità, le opportunità di networking «aumentino l'efficienza». Il sondaggio che è stato fatto on linea ha già trovato pareri entusiasti: il 92 per cento, infatti, è incuriosito dal progetto e il 74 per cento ci lavorerebbe. Le neo mamme possono passare qui alcune ore al giorno o qualche volta al mese. Qui sanno di potere trovare un ambiente in cui rompere l'isolamente di cui spesso si sentono vittime. Un ambiente che le tiene più vicine al mondo del lavoro, e in cui sarà possibile trovare anche un'offerta formativa per familiarizzare con i social network e corsi di informatica. Chi vuole fare una riunione avrà il suo spazio. Chi vuole allattare il bambino avrà uno spazio dedicato. Non solo. Ci saranno anche i «maggiordomi» che alleggeriranno dall'incombenza di lavanderia e bollette. «Ma si potrà semplicemente passare da qui per leggere un libro o navigare su internet», spiega ancora Riccarda. Lo spazio è modulabile a seconda delle necessità e sarà aperto dalle 8.30 fino alle 19. Le educatrici saranno a disposizione per occuparsi dei bambini più piccoli (da 3 mesi a 3 anni). Quelli più grandi sono ben accetti al pomeriggio (fino a 6 anni) ma con eventi dedicati le porte sono aperte anche a quelli più grandi ancora. Infine la tariffa, che varia a seconda dell'uso della struttura. Il day pass costa ad esempio 25 euro, ma è possibile acquistare carnet di abbonamento da 200 a 480 euro. Ben accetta qualsiasi iniziativa, perché l'idea «è di farlo diventare anche un incubatore di nuove idee che da qui possono trovare aiuto concreto per essere realizzate», prosegue Riccarda. Perché - dati della Banca d'Italia alla mano - il Pil italiano crescerebbe del 7 per cento se solo lavorasse il 14 per cento delle donne in più.