Riunioni al bar e scrivanie a ore qui va di moda il lavoro "diffuso"

Dalla Fondazione Feltrinelli ai vari spazi di coworking gli uffici alternativi dei cittadini a due passi da corso Como

Riunioni d'affari al tavolino del bar o montagne di pratiche compilate nell'ufficio preso in affitto per un'ora o tutto il mese. Per piacere o per necessità, il lavoro «itinerante» è sempre più frequente in città e la zona di Garibaldi-Porta Nuova sta diventando il centro del coworking. Per chi non ha bisogno di usare troppo il telefono ma cerca un luogo silenzioso (stile biblioteca) per concentrarsi l'indirizzo preferito è la Fondazione Feltrinelli in via Pasubio, dove basta lasciare un documento d'identità alla reception e si riceve la tesserina magnetica che sblocca automaticamente la porta della sala lettura al quinto piano (aperta dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 17.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 13). C'è una zona riservata a chi consulta l'archivio e la biblioteca Feltrinelli ma gli altri trenta posti sono a disposizione (gratuitamente) di chiunque. Sono pochi quindi chi arriva prima alloggia. Modello New York, sembrano scrivanie anche i tavolini del Babitonga Cafè, il bar tra gli scaffali della libreria Feltrinelli al piano terra della Fondazione (aperto dalle 8 alle 23). Per tutta la giornata è affollato da chi ordina un caffè o una spremuta, apre il pc portatile e approfitta della connessione wi-fi gratuita per lavorare fuori casa. Stanno più stretti, nel senso che devono accontentarsi di una grande tavolata in comune che è quotidianamente invasa da block notes e computer, gli habituè del «Chateau Dufan» all'inizio di via Sarpi, altro indirizzo sulla mappa di chi pratica il «lavoro agile» nel quartiere Porta Nuova ma vuole spendere giusto il prezzo di un caffè.

Chi ha un budget diverso e non vuole correre il rischio di rimanere in piedi si rivolge ai veri e propri spazi di coworking. Sempre in via Pasubio è aperto dal 2015 ed inserito nell'albo del Comune di Milano lo «Yatta!», dove chi si accontenta dell'area open space con una sessantina di euro al mese affitta una «postazione» di lavoro in centro (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18), si spendono almeno duecento euro al mese invece per la scrivania dedicata 24 ore al giorno e sette giorni su sette con uso della sala riunioni, cucina, stalli per la bici e altri servizi.

«Welcome home. Oops, we meant. Welcome to work» (benvenuti a casa, ops vi abbiamo mentito, benvenuti al lavoro) è la scritta al neon che accoglie all'ingresso di «Spaces Milano», il coworking di design aperto lo scorso maggio da una società olandese tra via Milazzo e i Bastioni di Porta Nuova, proprio di fronte al palazzo del cinema Anteo. C'è chi prenota la sala riunioni per mezza giornata (100 euro) e chi spende da 249 euro in su per «entrare nel business club» e magari lavorare sulla terrazza vista grattacieli quando c'è bel tempo. Al piano terra della «Microsoft House» in viale Pasubio infine è più facile trovare appassionati di X-Box ma nella wi-fi lounge ci si può anche connettere (gratis) a internet e lavorare.