Rizzo (per ora) sarà l'anti-Beppe: «Al ballottaggio? Il male minore»

In principio era Giuseppe Civati. Il leader di Possibile è stato corteggiato a lungo da quel largo mondo civico che va da Rifondazione ai socialisti e si è riunito nel movimento «Milano in Comune» per lanciare una candidatura anti-Sala. Ma Civati non ha ceduto. L'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo invece ci ha pensato veramente su per una settimana, prima di rifiutare l'offerta. Si erano quasi auto-candidati Luca Beltrami Gadola e Felice Besostri, e si sono auto-esclusi lo stesso giorno di Colombo. E due giorni fa anche Curzio Maltese (neanche sostenuto da tutto il movimento) ha declinato. Per salvare quel mondo civico dalla depressione (e magari la fuga verso il candidato Pd Beppe Sala), il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, da trent'anni sui banchi di Palazzo Marino, ha ceduto «alle insistenze di chi» gli chiede «da tempo di scendere in campo» e si è reso disponibile, «se c'è unità sul mio nome e non crea divisioni». Le reazioni? Rifondazione ha già detto sì, Nando Dalla Chiesa è convinto che «non porterebbe nessuna divisione, anzi molti si riavvicineranno grazie a lui», i socialisti per ora non si esprimono. «Sarei falso - dice Rizzo - se dicessi che puntiamo al ballottaggio, ma il primo turno sono le vere primarie e chi difende la trasparenza sui conti pubblici, chi ha dubbi sull'utilizzo delle risorse Expo, deve poter avere un'alternativa a Sala. Credo siano in tanti, non solo la sinistra-sinistra. Poi al secondo turno si sceglie il male minore». Rizzo non vuole «fare l'eroe, ma non sopporterei - spiega - di entrare in un consiglio dove non esiste più maggioranza e opposizione, perché c'è un sistema consociativo. Io sono pronto a correre, poi se trovano di meglio sono più contento anch'io».ChiCa