Il rock accende l'anfiteatro del Vittoriale

Ryan Adams apre oggi una rassegna densa di live, dagli Elbow a Steve Winwood

Luca Testoni

Bravo lo è davvero, ma anche molto fortunato. Già, perché per il suo primo tour italiano in 17 anni di carriera, Ryan Adams, il geniale e prolifico cantautore di Jacksonville, in North Carolina, campione della musica country con striature rock che affonda le sue radici nell'America rurale, ma anche uno dei talenti più sottovalutati della musica popolare made in Usa, si è regalato un concerto nell'anfiteatro posto all'interno del complesso monumentale del Vittoriale di Gardone Riviera, splendido luogo di storia e di cultura costruito da Gabriele D'Annunzio tra il 1921 e il 1938, invidiatissima sede del festival estivo Tener-a-mente.

La scaletta dello show di stasera? Il 42enne autore del mitico «Heartbreaker», che gioca ad abbinare la delicatezza del folksinger con la sfrontatezza del rocker e ha prodotto anche dischi di altri colleghi (da Willie Nelson a Norah Jones, ndr), non avrà che l'imbarazzo della scelta. D'altronde, seguendo un ritmo di pubblicazione a dire poco frenetico, ha registrato già messo in archivio 16 album, l'ultimo dei quali s'intitola «Prisoner». Il canzoniere pop-rock di Ryan Adams è fatto di ottimi brani (per scrittura, scelta si suoni e melodie), che si rifanno alla grande tradizione statunitense aggiornandola ai giorni nostri. Che volere di più?

Sul fatto che «Tener-a-mente» sia ormai divenuto un must della scena live non solo lombarda, ma anche italiana, ormai non ci piove. È sufficiente scorrere gli artisti della settimana: saltata all'ultimo momento (causa cancellazione del tour da parte di Chrissie Hynde e soci) la rentrée dei Pretenders, preparatevi a un week-end a tinte «british»: sabato con gli «artigiani del pop-rock» Elbow, in tour sulla scia dell'album Little Fictions, a detta della critica «un disco sognante e tenero sul potere dell'amore ai tempi della Brexit», e domenica con il 69enne cantante-compositore-polistrumentista Steve Winwood, uno dei pochissimi grandi del rock ad aver attraversato le stagioni della musica giovanile, segnandole sempre con il suo inconfondibile stile. Anzi, spesso, anticipando i tempi con soluzioni nuove, fin dagli esordi con lo Spencer Davis Group (ricordare «Gimme Some Lovin'»?), passando poi per la grandissima stagione dei Traffic, con i quali ha provato ad imparare la lingua del jazz a mescolare il rock con il folk, a dar spazio all'improvvisazione.

Non mancano altre, buone ragioni per spingersi al Vittoriale anche nelle prossime settimane, grazie a un cartellone variegato, ma di qualità, complici gli show di Jack Savoretti (il 18); Niccolò Fabi (il 22); della cantautrice statunitense di origini italiani Laura Pergolizzi, in arte LP (ma il suo concerto del 26 luglio è già tutto esaurito); dell'armeno Tigran Hamasyan (il 28); di Carmen Consoli (il 29); ma soprattutto dei due «solo concert» del grande Ben Harper, il 10 e 11 agosto (supporter Karen Elson).