Rogo appiccato, distrutti 14 camion

Doloso l'incendio al capannone della società per la raccolta dei rifiuti

Paola Fucilieri

Un gesto chiaramente intimidatorio. Che nessuno, girando per Gaggiano, ha esitato a definire «di stampo mafioso». Un danno che, secondo le prime stime, supera di parecchio il milione di euro. Tuttavia il movente al momento resta molto misterioso, per troppi versi davvero incomprensibile. La squadra investigativa dei carabinieri della compagnia di Abbiategrasso, responsabili dell'inchiesta, comunque è conscia che non sono stati dei folli, o comunque qualcuno a cui la situazione potrebbe essere «sfuggita» di mano, ad appiccare ieri all'alba il fuoco in via Leonardo da Vinci 19 nel deposito dei mezzi della Sasom, la società a capitale pubblico che si occupa della raccolta differenziata e del trasporto di rifiuti in una dozzina di comuni dell'hinterland. Tra i quali, oltre a Gaggiano, ci sono Zibido San Giacomo, Rosate, Gudo Visconti e Lacchiarella.

Sono 14 i mezzi coinvolti dalle fiamme: due sono andati distrutti, gli altri gravemente danneggiati. E l'indagine dei militari si profila decisamente complessa. Anche perché nella zona non ci sono telecamere. Le sole certezze nelle mani degli investigatori dell'Arma al momento sono due: sui muri tinteggiati da poco, un paio di settimane fa erano apparse frasi minacciose, sul cui contenuto vige però il massimo riserbo. Inoltre è fin troppo chiaro che i responsabili del gesto doloso sapevano bene che all'interno del magazzino c'erano mezzi nuovi o semi nuovi, comunque in perfette condizioni di funzionamento. E che per questo il rogo avrebbe causato danni ingenti. Basti pensare che due dei motocarri coinvolti erano stati acquistati infatti solo da qualche settimana. Inoltre gli uffici della società si trovano nel deposito da un paio di settimane appena.

A segnalare ai vigili del fuoco le fiamme che successivamente hanno creato un'alta colonna di fumo, intorno alle 5, è stato un operaio che si accingeva a fare il primo turno della giornata. Oltre ai pompieri e ai carabinieri della stazione di Rosate, subito dopo alla Sasom sono arrivati i militari della Rilievi. Lo sviluppo futuro dell'indagine al momento è soprattutto nelle loro mani. Hanno sequestrato infatti un lucchetto sganciato su una finestra sul retro della struttura e delle taniche di benzina rinvenute nel deposito andato a fuoco. Dietro al magazzino c'è un'antenna telefonica la cui recinzione confina con quella della Sasom: la rete è stata trovata tagliata in un punto.

Gli automezzi erano parcheggiati uno accanto all'altro, in un'area del magazzino. La benzina è stata sparsa prima sui camion e poi a terra. Insomma: i piromani sapevano bene quel che facevano. Per questo non è un'ipotesi remota che possano aver avuto un basista.