Rogoredo ora è un incubo «Nel parco non si entra più»

All'assemblea esplodono rabbia e paura dei residenti «Siringhe ovunque, i tossici ormai si bucano in strada»

Alberto Giannoni

Rogoredo non più un'emergenza. Il bosco della droga a due passi dalla stazione è un buco nero che inghiotte un pezzo di Milano. Ed è stata dedicata in buona parte a questo «bubbone» l'assemblea di mercoledì sera in via Oglio, con l'assessore comunale Carmela Rozza, ospite del municipio 4, guidato da Paolo Bassi.

L'incontro con la titolare della Sicurezza nella giunta di Beppe Sala rientrava nel calendario di assemblee che Rozza ha tenuto in queste settimane con le (ex) Zone. E il presidente, il leghista Bassi, ha chiesto chiaramente maggior coinvolgimento dei municipi, in particolare in tema di gestione delle forze di Polizia locale, a partire dai vigili di quartiere: «Non possiamo essere solo spettatori, vogliamo solo dare risposte rapide ed efficaci ai cittadini». E i cittadini vogliono sicurezza, chiedono divise, presenze e deterrenza. «Vogliamo ricominciare a camminare nel nostro quartiere. Siamo uguali ai cittadini che abitano in centro» ha detto uno, applauditissimo».

L'assessore Rozza, in vista di una riorganizzazione dei vigili, ha annunciato la imminente assunzione di 51 agenti (compresi i 33 precari già in forze al Comune) e poi di altri venti nei primi mesi del 2017. L'assessore ha garantito ai residenti che la Zona 4 avrà una particolare attenzione. E bastava un colpo d'occhio della sala consiliare, l'altra sera, per rendersi conto di quanto sia necessario quest'occhio di riguardo. Il Consiglio era stracolmo di cittadini accorsi per segnalare, chiedere, protestare. E non è mancato qualche momento di autentica tensione. Grandi preoccupazioni sono arrivate da via Panigarola dal quartiere Mazzini, piazzale Ferrara, via dei Cinquecento. Nella zona Molise-Calvairate resta aperta l'emergenza degli abusivi, in cui si può annoverare senz'altro il centro sociale Macao. Una frase dell'assessore ha aperto una polemica: «Non tutti gli abusivi sono delinquenti, non tutti gli occupanti regolari sono onesti» ha detto Rozza. «Da quando occupare non è un reato? Forse da quando un assessore può imbrattare le auto» ha detto Sardone.

I cittadini hanno chiesto interventi e presenza più costante in viale Puglie, nel parco Salomone ein piazza Ovidio. Si è parlato della moschea di via Cosenza e di quella di via Maderna. Dell'ortomercato e di piazzale Cuoco. E si è parlato, molto, di Rogoredo: la situazione del quartiere viene descritta come una sorta di girone infernale urbano. Il boschetto a due passi dalla stazione è la prima piazza dello spaccio dell'intera Lombardia (o del Nordi Italia) e questo produce un «indotto» di accattonaggio molesto, degrado, abusivismo, piccoli furti e danneggiamenti. «Su quell'area non è stato fatto niente - ha detto un cittadino - il quartiere è pieno di siringhe, c'è gente che si buca fra le macchine». Il centro di questo orrore urbano è il boschetto che costeggia i binari e la situazione è ben nota al Comune. «A Rogoredo non finiremo presto» ha avvertito l'assessore, spiegando la situazione, già esaminata in prefettura: «Autostrade per l'Italia non ha tagliato neanche una pianta. Il termine era 20 ottobre. Se non tagliamo il boschetto non possiamo piazzare le telecamere in osservazione attiva».