Forza Italia: esercitazioni militari nel boschetto della droga

Nell'inferno di spaccio e tossicodipendenti-baby La proposta di Forza Italia: «L'esercito stia qui»

Rogoredo è un inferno senza fine. Nonostante gli annunci, nonostante gli impegni, nonostante gli interventi ripetuti, la situazione non cambia: il boschetto accanto alla stazione ferroviaria resta preda di un via-vai ininterrotto di tossicodipendenti, di una processione infinita di disperati. Giovani e non, uomini e donne, ieri anche una ragazza incinta è stata vista incamminarsi verso il girone dello spaccio. Ieri a Rogoredo era convocata la commissione Sicurezza del Comune: il mercato della morte si è fermato, ma è stata solo una sospensione. Alcuni ragazzi si sono avvicinati ai consiglieri comunali e di Zona, altri si sono seduti sugli scalini del cavalcavia di via Sant'Arialdo aspettando che la seduta finisse. «Immagine eloquente - commenta Oscar Strano (Fi), presidente del Consiglio municipale - Il Comune deve fare di più: disporre meglio la polizia locale, agli accessi, e un pattugliamento fisso sarebbe un bel deterrente. Poi - prosegue - io non faccio certo il gioco di chi sollecita il ministro dell'Interno avendo avuto per anni un ministro che non ha fatto nulla, ma il tema del presidio è reale. Alla stazione la Polfer è stata smantellata, ma anche lì dentro al boschetto dobbiamo esserci. Altro che riduzione del danno, ci sono 1.500 persone al giorno. Il problema, come dice Don Chino, lì è la riduzione dello spaccio. Non si può replicare il modello parco Lambro, occorre studiare un approccio diverso, soprattutto per i minori».

Il Comune viene chiamato in causa. «Dopo le scampagnate serve un presidio - attacca il vice capogruppo azzurro Alessandro De Chirico - Va individuato, con Grandi Stazioni o Atm, un locale della stazione di Rogoredo dove aprire un presidio territoriale gestito da un'associazione specifica che possa interfacciarsi con i tossicodipendenti». «Proseguiamo con le attività di repressione della forza pubblica e di recupero» ha risposto il vicesindaco Anna Scavuzzo, «ma siamo arrivati al punto che serve un intervento socio-sanitario massiccio». «Non è possibile affrontare il tema solo con attività di repressione». Comunque - ha spiegato - non c'è alcuna preclusione: «Salvini ha già detto che interverrà, noi stiamo solo aspettando che ci dica come e con chi». Le hanno replicato l'assessore regionale Riccardo De Corato («Il Comune è ancora indeciso sul da farsi, la Regione è pronta a fare la sua parte») e il presidente di Zona 4, Paolo Bassi. Sì all'intervento socio-sanitario - ha detto - ma «di certo non si può limitare alla mera riduzione del danno, come è stato fino ad oggi». D'accordo il consigliere Vidal Silva (Fi): «Il problema non è stato risolto, lo stiamo solo nascondendo sotto il tappeto. Ho chiesto al vicesindaco cosa intende fare per sradicare il fenomeno. Italia Nostra sta facendo un ottimo lavoro di pulizia ma noi abbiamo visto due zone, una in mano ai magrebini e una agli italiani. Il business continua, con una campagna di marketing che ha portato le dosi a 2,50 euro. Dobbiamo combattere tutto questo alla radice, io dico: diamo la zona all'esercito, per fare esercitazioni. La vicesindaco non mi ha detto di no».