Dal Rolling Stone al Rainbow, discoteche addio In dieci anni chiusi 35 locali

Case e appartamenti al posto del vecchio Rolling Stone, un tempo una delle maggiori sale da ballo in città, in corso XXII Marzo 32. Lo dice Alfredo Zini, vicepresidente di Epam denunciando che sta sorgendo un palazzo di quindici piani, nove in più rispetto agli edifici che lo circondano. La sala che fra il 1981 e il 2009 ha ospitato centinaia di concerti e serate con dj set è già stata demolita. Le ruspe hanno cancellato anche il Rainbow, sorta di enorme cantina in zona Forze Armate e per almeno un decennio club principe della scena punk e indie rock milanese. Il tutto con esiti occupazionali disastrosi. Epam stima che la chiusura dei 35 locali negli ultimi dieci anni abbia portato alla perdita di oltre 950 posti di lavoro, fra barman, camerieri, buttafuori, guardarobieri e addetti alle pulizie. Più l'indotto: distributori di alcolici e bevande, agenzie di pubbliche relazioni, parcheggiatori, tecnici del suono. Chi si salva, sono i locali che si specializzano nelle serate etniche.