Rom vicini alla scuola calcio E i bambini non giocano più

Un angolo di pace a ridosso di parco Lambro, tra grida di bambini impegnati a ricorrere un pallone e pensionati assorti in interminabili partite di tressette al bar. Un quadretto idilliaco all'Enotria, interrotto ad aprile dall'arrivo di nuovi vicini: gli zingari. Una decina di roulotte ha infatti preso possesso del parcheggio ed è finita la pace: auto forzate, adulti che fanno i bisogni in strada, bimbi che chiedono l'elemosina e risse continue. «Ci siamo rivolti alle forze dell'ordine e al Comune ma con scarsi risultati. E i genitori cominciano a chiedersi se non sia il caso di mandare i figli altrove» denuncia ora il presidente Giacomo Mezzena.
L'Enotria, fu fondata nel 1908 da una gruppo di studenti che con quel nome, «terra del vino», vollero dare un tocco di sana goliardia al loro impegno sportivo. Dal 1960 la società ebbe in concessione questo spicchio di verde al 26 di via Carlo Cazzaniga, estrema periferia nord, trasformato in questi ultimi tempi in un efficientissima «macchina da calcio». Un palmares di tutto rispetto, su cui spicca un campionato nazionale allievi, che ha attirato anche l'attenzione dell'Inter con cui è stato sottoscritto un accordo di collaborazione. Tra i campi di calcio su cui si alternano 500 ragazzi dai 6 ai 16 anni e gruppetti di amici per la partitella, anche un ampia area «ristoro» sempre piena di pensionati, perennemente impegnati al tressette. Un piccolo paradiso, fino all'arrivo degli zingari.
«Hanno fatto capolino lo scorso autunno, ma per sei mesi andavano e venivano. Poi ad aprile sono calati con una decina di camper e non si sono più mossi» racconta ora Mezzena. Con risultati devastanti. Furti nelle auto e nelle case, risse e pestaggi di donne e bambini da parte degli adulti. «Sono prepotenti a spavaldi. Passi quando tagliano la rete di protezione e vengono rubare palloni e materiale sportivo vario, oppure approvvigionarsi di acqua potabile. Ma i bambini entrano spesso nel circolo per chiedere l'elemosina e se non vengono accontentati, assumono un atteggiamento intimidatorio, cercando la lite con i nostri ragazzi. Gli adulti poi non hanno pudore e fanno i loro bisogni in strada danti a tutti. Spesso poi il numero di roulotte sale a 15/20 e allora invadono le strade. Abbiamo già fatto delle figuracce quando, durante i tornei arrivano i pullman delle società di serie A e non possono accedere al parcheggio. Molti genitori non si fidano più a mandarci i figli e diversi gruppi amatoriali hanno disdetto l'affitto dei campi per paura di trovare le vetture saccheggiate dopo la partita».
L'associazione ha cercato di farsi sentire, bussando alle porte dell'amministrazione comunale e forze dell'ordine: «Ma con scarsi risultati. O non ci è stata data alcuna risposta, oppure se interviene qualche pattuglia per allontanarli, tempo 24 ore e il parcheggio è nuovamente pieno di camper. Siamo disperati, qualcuno ci aiuti o la nostra centenaria società rischia seriamente la chiusura».