Ronde, il sorriso di Maroni sulla retromarcia di Pisapia

È un classico della sinistra: giocare con nomi e parole per rendere politicamente corretto ciò che invece è inaccettabile quando a proporlo sono gli altri. Vale anche per le cosiddette ronde a quanto pare. Le tanto contestate «ronde» altro non erano che cittadini impegnati come volontari per la sicurezza urbana, sulla base di regole e controlli della prefettura. E ora, secondo la Lega, la sinistra milanese sta mettendo a punto qualcosa di molto simile, anche se con parole d'ordine diverse. Ne è convinto il presidente della Regione Roberto Maroni: «Pisapia - ha detto il governatore - introduce le ronde a Milano. Bene, ravvedimento operoso dopo tanti insulti della sinistra contro la mia legge sulla sicurezza urbana». Il sindaco Giuliano Pisapia, da parte sua, ribatte che non si tratta di ronde: «Il nostro faro - dice - è e sarà sempre la Costituzione e quindi l'applicazione dei principi di solidarietà sociale richiamati dagli articoli 2 e 3». «Milano, città democratica - ha ribadito il sindaco - non mette le ronde, che si sono dimostrate inutili, controproducenti e in molti casi dannose, ma organizza, grazie al progetto dell'assessore Majorino, una rete di volontari per aiutare persone che si trovano in una situazione di bisogno o di grave disagio». Anche l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha risposto, spiegando che il suo progetto «non ha niente a che vedere con i tentativi di giocare a fare i poliziotti di serie C». «Le forze dell'ordine - ha sottolineato Majorino in un comunicato - vanno sostenute e non sostituite in alcun modo. Nessuno è autorizzato a fare volutamente confusione». «L'intervento cui daremo il via in autunno - ha aggiunto Majorino - riguarda l'istituzione di Unità mobili sociali che proseguiranno l'azione già effettuata per i senzatetto in alcune zone della città. La novità sta nel fatto che saremo presenti anche in alcune linee del trasporto pubblico e in metropolitana». «Da settembre - ha concluso l'assessore - selezioneremo volontari e operatori sociali con cui sperimenteremo questa ulteriore innovazione, che irrobustirà un sistema di interventi molto complesso e unico in Italia».