Roth lascia Expo Pochi 61 milioni per il Padiglione

Dopo le dimissioni di Luigi Roth da commissario generale di sezione per il Padiglione Italia di Expo, arriva l’invito del commissario Roberto Formigoni a ripensarci. «Accettare un incarico nelle condizioni date per poi fare un passo indietro o di lato - ha detto ieri -, chiunque lo faccia, non aiuta certamente. E con le turbolenze di queste ultime due settimane abbiamo ulteriormente innervosito i nostri partners internazionali». Del resto nella lettera inviata al premier Mario Monti, Roth aveva spiegato che «le condizioni date non consentono una performance di qualità coerente con le aspettative del governo e del Paese». Con i bene informati che spiegano come la questione sia anche in questo caso di risorse. A Roth non sarebbero sembrati sufficienti i 61 milioni di euro messi a disposizione per la realizzazione di quello che dovrebbe diventare il padiglione più prestigioso. Per realizzare il quale sarebbe più volte stato invitato a individuare sponsor privati in grado di far adeguatamente lievitare il budget. Titanica impresa a cui, su altro fronte, è da mesi impegnato l’amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala. E altra ragione di conflitto sarebbe stato anche il desiderio di Roth di diventare stazione appaltante, ovvero di non dover rendere conto nella gestione delle risorse ai commissari Expo e al cda della società. Ma per il sindaco commissario Giuliano Pisapia le dimissioni di Roth «dimostrano che le preoccupazioni che ho espresso nelle scorse settimane erano fondate». Non solo. «È evidente che a poco più di mille giorni dal via è indispensabile uno sforzo comune di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal governo».