Rumore sospetto nel fast food Ed è il panico per i terroristi

Il tritarifiuti fa «esplodere» una bottiglia di plastica Fuggi fuggi tra i clienti e sirene. Evacuato il locale

Paola Fucilieri

Il potere della paura, anche quella più ingiustificata, è immenso. E in periodi come quelli che stiamo vivendo, di allarme terroristico, qualsiasi cosa che non riconosciamo immediatamente come innocua, fa sintonizzare il pensiero sul peggio: una bomba, l'ordigno che sta per esplodere, il kamikaze, l'attacco: in fondo anche a Parigi le incursioni terroristiche si sono verificate anche in pieno giorno e in locali pubblici, tra la gente comune. Perché non potrebbe accadere qui, dopo che il responsabile della strage di Berlino è stato trovato casualmente da due agenti di polizia durante un controllo di routine alla stazione di Sesto San Giovanni?

Lo dimostra quanto è accaduto ieri intorno alle 14 al McDonald's di piazza Duomo. Chi aveva chiamato il 112 aveva parlato di «spari» all'interno del fast food. Così è scattato l'allarme terrorismo, con tanto di fuggi fuggi generale dal locale, con i clienti che sembravano inseguiti da un drago sputafiamme. E quando una donna già fuori dal fast food ha avvertito un malore, tra la folla di piazza Duomo - che non capiva che cosa stesse accadendo o fosse già accaduto - si è diffuso il panico. Sì, c'era anche chi scattava foto con il telefonino, ma in tanti, la maggioranza, sono fuggiti verso la cattedrale, in direzione piazza San Babila, per intenderci.

La polizia ha transennato l'area e ha effettuato i controlli di rito, verificando che non ci fosse davvero nulla di pericoloso all'interno del McDonald's. E scoprendo così che quei colpi secchi di cui non s'intuiva la provenienza, erano stati causati solo dal malfunzionamento del compattatore di rifiuti del locale, che aveva fatto «esplodere» una bottiglia di plastica. Così, una volta accertate le reali cause dell'accaduto, la polizia ha fatto rientrare l'allarme. E nella piazza è tornata, con calma, la calma.

È lecito chiedersi quando e dove succederà la prossima volta. Sperando sempre che si tratti un tritarifiuti, di un bambino che gioca con una pistola giocattolo che poi abbandona a terra, una borsa piena di documenti, una valigia che contiene abiti smessi, una busta piena di farina o gesso. Insomma, augurandoci che si tratti comunque di un allarme falso. Non garantiamo però che, visto il clima di tensione dei nostri tempi, non ci saranno altre persone prese dal panico per qualcosa d'innocuo: la paura ha potere. E quando capita sa essere anche una «brutta bestia».