«Ruspe ferme da giugno, così fallirò»

L'erborista di via Foppa: «Le mie vetrine coperte da mesi per niente»

La signora Ornella Fanchini, 71 anni, aveva già dovuto protestare platealmente a metà aprile quando iniziarono gli scavi della linea M4 davanti alla sua erboristeria - «La rugiada», in via Foppa 52 - è si trovò le ruspe a cinque centimetri, letteralmente, di distanza dalle vetrate. Ieri ha partecipato alla commissione in Comune sullo stato dei cantieri della M4, e prima che l'assessore alla Mobilità Marco Granelli facesse il punto sul cronoprogramma ha preso la parola per denunciare che se prima quei lavori le creavano disagi (e rischi), almeno si muovevano. Invece dal 21 giugno le ruspe sono ferme, non si vedono più gli operai. Quattro mesi con le cesate che coprono le vetrine ai passanti, inutilmente. «La situazione è tragica, già non avremo più il passaggio per i prossimi sei anni e le giornate passano senza che entrino più clienti, subire questi disagi senza che i lavori procedano è una beffa» accusa. E all'assessore fa presente la propria condizione: «Ho 71 anni, mi sono accollata un mutuo ma non pensavo trovarmi in una situazione di questo tipo. Senza aiuti economici costanti da parte del Comune, e non intendo i bandi spot che vengono lanciati ora per un sostegno minimo, finiremo per chiudere. Se devo regalare il negozio alla banca solo perchè Milano deve avere la nuova metropolitana, non mi sta bene».

Altri esponenti del Comitato Dezza-Foppa contestano i limiti al reddito e la farragginosità dei bandi di sostegno rivolti a commercianti e residenti lungo il percorso della futura M4. E lamentano che dopo la richiesta al Comune di qualche settimana fa, ancora non sono stati pubblicati gli esiti delle rilevazioni sulle polveri prodotte dai cantieri. Forza Italia chiede un'attivazione effettiva del piano di monitoraggio delle polveri e più vigili per fuidificare il traffico lungo il tracciato. Anche la consigliera Pd Arianna Censi invita a valutare forme di sostegno pi incisive per quei negozi che sono gravemente a rischio.

ChiCa