Per il "sì" 27 coppie hanno scelto la piccola Versailles

La sede preferita (e la più comoda, all'ombra del Duomo) rimane ovviamente Palazzo Reale, dove il 5 agosto di un anno fa il cartello all'ingresso è stato modificato in «Sala dei matrimoni e delle unioni civili». Quel giorno il sindaco Beppe Sala celebrò le prime nozze gay nella storia di Milano. É dal 2013 invece che il Comune offre ai residenti la possibilità di scegliere altre tre location per i matrimoni civili, sedi periferiche ma suggestive. Da gennaio allo scorso 30 luglio ad esempio ventisette coppie hanno già scelto di dirsi sì negli spazi di Villa Scheibler, la storica villa di via Lessona, a Quarto Oggiaro, che nel passato è stata ribattezzata «la piccola Versailles» di Milano. Circondata dal parco, fu progettata e costruita nella seconda metà del 1400 come tenuta di caccia per Ludovico il Moro.

Diciassette coppie in sette mesi - hanno optato invece per Cascina Monastero, l'attuale sede del Municipio 7, in via Anselmo da Baggio 55, nel quartiere di Baggio, che conserva ancora caratteristiche architettoniche dell'ex monastero quattrocentesco degli Olivetani, diventato cascina a fine 1700. Altri dodici nozze con rito civile sono state celebrate infine a Cascina Turro, in piazzale Governo Provvisorio 9, l'unico spazio dove con il bel tempo si possono tenere le cerimonie anche all'aperto, nel giardino di fronte alla cascina del Quattrocento, non lontana da Monza, ristrutturata qualche anno fa. Dal 2009, su decisione dell'allora sindaco Letizia Moratti, i cittadini non residenti possono prenotare una cerimonia nelle sedi del Comune ma a pagamento: il costo è di 500 euro, se si sceglie il sabato o un orario diverso da quello fissato dall'amministrazione il conto sale a 596 euro.