Saggi, fantascienza e spy story nelle nuove biblioteche della Pirelli

L'azienda apre le sale lettura di Bicocca e Bollate: 3500 volumi

Sia chiaro: non solo manuali. Libri di fantascienza, gialli, best seller, saggi e libri per bambini rappresenteranno una dotazione iniziale di circa 3.500 volumi fra la biblioteca di Milano e quella di Bollate. Biblioteche un po' particolari perché nascono tra i muri della Pirelli, soprattutto per le persone che lavorano in azienda. Il numero è destinato a raddoppiare, arrivando a quota 7.000.

Sono stati gli stessi dipendenti di Pirelli, attraverso la community di appassionati lettori di Milano Bicocca e il coinvolgimento attivo di quelli di Bollate, ad aver selezionato i primi 1.000 titoli considerati «immancabili» sugli scaffali delle nuove biblioteche. La società ha inaugurato ieri la biblioteca dell'headquarter di Milano Bicocca e dello stabilimento di Bollate, che vanno ad affiancare quella già aperta nel Polo Industriale Pirelli di Settimo Torinese.

L'inaugurazione delle biblioteche Pirelli si inserisce nell'ambito di #ioleggoperché 2016, la campagna di promozione della lettura organizzata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) di cui Pirelli è main partner e che quest'anno si focalizza sullo sviluppo di attività di promozione e creazione di biblioteche aziendali e scolastiche.

Al «taglio del nastro» nella sede Pirelli, il Ceo, Marco Tronchetti Provera, l'assessore alla Cultura, Filippo Del Corno, il consigliere delegato e direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò, il Presidente dell'AIE, Federico Motta. A mettere pepe all'incontro Lella Costa, socio onorario di Fondo Scuola Italia, l'associazione no profit che, agendo da ponte con le imprese, ha l'obiettivo di reperire risorse e materiali per le scuole italiane.

«Diffondere la cultura portando i libri nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro è un obiettivo che vede Pirelli da sempre in prima linea - spiegano dall'azienda -. Importanti luoghi di aggregazione e innovazione, le biblioteche aziendali nascono come stimolo per i dipendenti a leggere, informarsi, raccogliere idee e confrontarsi. Perché le fabbriche e i luoghi di lavoro sono posti dove si produce anche cultura».