Sala avvisa gli assessori: «Chi vuol candidarsi lasci subito la poltrona»

Clima da voto anticipato e la giunta scalpita Maran verso Roma, Rozza forse in Regione

(...) di percorrere, più che legittimamente, un'altra via, deve lasciare il giorno stesso la giunta perchè non posso permettere che Milano abbia la sensazione di una squadra disattenta. E in ogni caso poi sceglierò come ho sempre fatto, con la mia testa, come ricostruire la giunta». Nel 2012 l'ex sindaco Giuliano Pisapia consentì all'assessore al Bilancio Bruno Tabacci di autosospendersi le deleghe per partecipare alle primarie del centrosinistra. Dettò la stessa regola invece nel 2013 agli assessori-candidati a Politiche e Regionali: per fare campagna Maria Grazia Guida e ancora Tabacci rassegnarono subito le dimissioni, idem Lucia Castellano per correre alle Regionali. «Per rispetto della città - insiste sala - non ammetterò nessuna autosospensione, dal primo giorno di campagna uno è fuori dalla giunta. Non vuole essere un atto di forza, ma di rispetto verso i milanesi. Io sono concentrato dalla mattina alla sera sulla città e chi lavora con me deve avere la stessa attitudine».

Secondo voci di corridoio, tra quelli tentati dal salto a Roma ci sarebbe l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran. Già assessore alla Mobilità con Pisapia, e con deleghe che gli davano maggiore visibilità, oggi sembra che il ruolo in giunta inizi a stargli stretto. Da mesi si dice che l'altro Pierfrancesco confermato in giunta dopo Pisapia, Majorino, correrà alle Politiche, ma i bookmaker più convinti non c scommettono più, e anche il sindaco potrebbe convincerlo a rimanere. Intanto, è rimasto nel Pd anche se è un anti-renziano e contesta ogni ipotesi di accordo con Silvio Berlusconi. Se dopo il voto si andasse verso un nuovo patto del Nazareno, governo dem-Forza Italia, l'assessore che punterebbe più a un ruolo da sottosegretario che da deputato potrebbe trovarsi in difficoltà. Più facile che resti, acquistando ancora più visibilità sulla piazza milanese, e si conquisti sul campo la candidatura a sindaco al prossimo giro. Sala sembra più proiettato a un futuro da leader di partito (e governativo) che al bis a Palazzo Marino. Se il consigliere regionale dem Fabio Pizzul tenterà il salto in Parlamento, è pronto a candidarsi nella lista del Pd al Pirellone l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli, hanno lo stesso bacino di voti cattolici. E Carmela Rozza (Sicurezza) si è presa un weekend di pausa per riflettere sul futuro dopo il fuoco amico dei collegi delle ultime settimane, dal blitz delle forze dell'ordine in Centrale alla chiusura del teatrino al parco Trotter. Venerdì mattina c'è stato un confronto a tre tra Rozza, Sala e la vicesindaco Anna Scavuzzo per chiarire la questione. Se il clima continuasse a rimanere teso, la candidatura in Regione sarebbe la via d'uscita più ovvia. O chissà che a «saltare» (a Roma o Pirellone) non tocchi alla Scavuzzo. Fibrillazioni in corso anche in aula. L'ex assessore arancione Franco D'Alfonso, eletto con la lista Sala, punterebbe al Pirellone, la musulmana Pd Sumaya Abdel Qader al Parlamento (anche se qualcuno preferirebbe lanciarla alle Europee), tentato pure il presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè. Un'uscita di Maran aprirebbe invece le porte della giunta al capogruppo Pd, il renziano Filippo Barberis.

ChiCa