«Sala e Pd non sono credibili Da Milano si cambia l'Italia»

Berlusconi interviene a un evento elettorale di giovani e li carica: «Cinque anni di niente, la gente chiede una svolta, convincete tutti»

Alberto Giannoni

«Una battaglia importante per la nostra città e per l'Italia». È un Berlusconi pronto a combattere, quello che si collega con un evento elettorale organizzato dai ragazzi dell'associazione «ViviMi» in via Caradosso, con Stefano Parisi.

Il leader di Forza Italia prende la parola dopo il breve saluto del candidato. E carica una sala piena. La voce è ferma, determinata. E traccia una linea che da Milano («capitale dell'Italia che lavora») arriva al cuore dell'Italia: «Dobbiamo cambiare il governo dell'Italia a partire dalle grandi città». Il primo passo sarà il voto amministrativo, poi il referendum. Le città al voto - spiega - hanno avuto i «peggiori sindaci della loro storia», quelli usciti dalle primarie del 2011. E occorre «tornare alla grande tradizione amministrativa del centrodestra», quello che ha trasformato la città e portato a Milano l'Expo con l'aiuto del suo governo.

Bocciatura netta per il sindaco, Giuliano Pisapia. Ma anche (e soprattutto) per il Pd: «Ha la colpa principale, gli assessorati più importanti sono suoi». La giunta uscente, paralizzata dalle divisioni, non ha prodotto nulla e non ha messo in cantiere nulla. E questo è il suo bilancio.

«Le persone hanno paura di uscire di casa e le case popolari sono abitate da chi non ha diritto». L'ex premier sente la partita di Milano. E si vede. Conosce i problemi della città e i punti caldi della discussione. «Con le regole urbanistiche di Pisapia, - ricorda - Porta Nuova non ci sarebbe». Eppure Sala si fa fotografare davanti alla nuova skyline di Milano. «E il Pd si vanta come se fosse sua». «Poco credibili» sono il Pd e il suo candidato, scelto anche «grazie ai voti dei cinesi». «Da manager ha lavorato con le giunte di centrodestra ora è costretto a rincorrere la sinistra estrema e rivendica continuità con Pisapia». «Noi siamo per la discontinuità». L'uomo della svolta a Milano si chiama Stefano Parisi, candidato del centrodestra: «È un amico ma non un uomo di partito, non so neanche per chi abbia votato - dice - conosce la macchina comunale». «Ed è anche una persona simpatica». aggiunge. Parisi ha i nostri valori - garantisce - quelli di un centrodestra moderato, liberale, laico ma che difende i valori cristiani, «tollerante ma rigoroso nella difesa della cultura occidentale».

L'intervento di Berlusconi carica i ragazzi che hanno promosso l'iniziativa. Li chiama per nome, il presidente. Augura loro un'Italia in cui «realizzare tutti i sogni». Un'Italia un po' diversa da questo Paese «massacrato dalle tasse, con alta disoccupazione», in cui la democrazia è sospesa e un governo senza voto popolare cambia le regole. Sono i giovani il destinatari del suo appello. L'ex premier li sprona a convincere gli indecisi, attestati ormai sul 55%. «Scrivete una lista di familiari, amici, conoscenti che sono indecisi. Parlate con loro». In ballo c'è il Paese, che «chiede una svolta».