Sala: «Il mio futuro? Fino al 2021 resto a Milano»

Il sindaco si sfila dalle beghe del Pd: «Sono più utile da qui»

Interviene a gamba tesa Beppe Sala nelle questioni che agitano il partito democratico alla vigilia della direzione nazionale. Il sindaco a Tempo di libri, dove ieri ha presentato il suo libro Milano e il secolo delle città, si sfila ufficialmente dai giochi post-Renzi. Negli ambienti dem si guardava all'ex commissario Expo come il riferimento per l'ala non renziana del partito e gli arancioni delusi da Pisapia per riconciliare la sinistra del Pd con Leu. E il sindaco, che non ha mai smentito, avendo intuito il disastro imminente aveva osato azzardare un «queste elezioni politiche saranno un tagliando anche per la mia giunta». Ma ieri il sindaco, intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana alla kermesse milanese dell'editoria, ha invertito la rotta: «Il mio presente si chiama Milano e durerà fino al 2021 e poi vedremo».