Sala: «Moschee, si va avanti» Ma la Regione alza un muro

Per la Consulta le norme lombarde sono discriminatorie E il candidato Pd: «Sulla libertà non torniamo indietro»

Alberto GiannoniPer la Corte costituzionale la legge lombarda anti-moschee «è discriminatoria». E il candidato del Pd Beppe Sala fa sapere che intende portare avanti il piano comunale per i due minareti. Ma la Regione è già al lavoro per presentarne un'altra, in un clima da stato di assedio. «Siamo sotto attacco» spiega il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo, uno degli artefici del provvedimento che è stato impugnato dal governo e bocciato dalla Consulta con motivazioni rese note ieri. Per i giudici delle leggi «il libero esercizio del culto» deve essere riconosciuto a tutti «a prescindere dalla stipulazione di una intesa con lo Stato».Ma già su questo principio il Pirellone non si trova d'accordo, in linea di principio. Tocca all'altra ispiratrice della legge, l'assessore all'Urbanistica Viviana Beccalossi, spiegare perché. Per l'esponente di Fratelli d'Italia suona «come una tremenda beffa leggere, proprie in queste ore, caratterizzate dall'ennesima strage di matrice islamista che, alla base della bocciatura di alcune parti della legge regionale della Lombardia sulla costruzione di nuovi luoghi di culto, ci siano i termini discriminazione e uguaglianza religiosa».La Consulta ha valutato i luoghi di preghiera come «condizione essenziale» della libertà di culto. E ha giudicato incompatibili con questo principi e «discriminatorie» le condizioni che la legge lombarda ha fissato per gli edifici di culto agli enti delle confessioni non cattoliche. Ma il centrodestra parte da presupposti del tutto diversi, e si richiama all'offensiva in atto contro l'Occidente. «A Parigi e Bruxelles si compiono stragi - rincara Beccalossi - e a Roma la Corte Costituzionale blocca una legge mirata principalmente a garantire sicurezza ai cittadini. Il tutto nel nome di un'uguaglianza che è tale solo da noi, visto che il principio di reciprocità nei Paesi islamici è una chimera». L'idea della Lega è molto simile: «Con l'Europa sotto attacco - sostiene Romeo - serve assolutamente una normativa che regolamenti le moschee poiché non è possibile continuare a regalare diritti senza pretendere in cambio doveri».Tecnicamente, ora la maggioranza che governa la Regione dovrà mettere a punto un nuovo testo capace di superare i rilievi avanzati dai giudici: «Ci sembrano motivazioni che si possono sanare cambiando senza stravolgere il testo nelle parti che la Consulta ha dichiarato incostituzionale - riflette il capogruppo di Fdi, Riccardo De Corato - quindi nelle prossime settimane, prendendoci tutto il tempo necessario, presenteremo un nuovo e articolato progetto di legge regionale in materia». In Regione si ritiene che il piano del Comune per due moschee non possa andare avanti per difformità con le norme urbanistiche regionali: «È definitivamente abortito per palese violazione della legge 12 del 2015 e per incapacità dell'assessore Majorino a gestire questa partita» attacca De Corato.L'unica possibilità per salvare il piano sarebbe una variante agli strumenti urbanistici. E il candidato sindaco del Pd, Beppe Sala, fa sapere che vuole andare avanti: «Spero proprio che quello che sta succedendo non faccia tornare indietro rispetto alla decisione saggia di riportare la libertà di culto in una città contemporanea che vuole essere Milano» dice l'ex commissario Expo.